Esuberi, la Provincia bussa alle porte dei Comuni

© | . . Villa Saporiti, sede della Provincia

La Provincia di Como bussa ai Comuni del territorio per ricollocare i dipendenti in esubero. Questa mattina, i sindaci riceveranno una comunicazione da Villa Saporiti  con l’invito a segnalare eventuali necessità di personale in modo da creare una sorta di banca dati per mettere in contatto domanda e offerta.
L’amministrazione provinciale di Como, in base alle disposizioni nazionali, deve fare i conti con 185 dipendenti in esubero.
Questa mattina, la presidente dell’ente di via Borgovico, Maria Rita Livio, invierà tramite posta elettronica una lettera ai sindaci di tutti i Comuni del territorio per chiedere la massima collaborazione per salvare gli impiegati che dovranno lasciare il loro posto a Villa Saporiti.
Il governo impone alle Province di ridurre del 50% le spese legate al personale.
La presidente invita i sindaci a comunicare eventuali posti vacanti, ad esempio alla luce di imminenti pensionamenti, specificando le caratteristiche delle professionalità richieste.
«Le novità introdotte dalla legge di Stabilità del 2015 – ricorda il numero uno di Villa Saporiti – prevedono l’obbligo del riassorbimento del personale provinciale nei Comuni o in altri enti pubblici senza che questo incida sulla spesa del personale ai fini del rispetto dei limiti stabiliti».
Il tema è già stato affrontato a Como anche con le organizzazioni sindacali.
«Come stabilito nel protocollo d’intesa sottoscritto con le rappresentanze sindacali – conferma Maria Rita Livio – andremo a creare una banca dati che potrà essere consultata direttamente dai dipendenti della Provincia, che potranno così valutare facilmente, in tempo reale le offerte disponibili».
Come detto, secondo le rilevazioni ufficiali, Villa Saporiti ha 185 dipendenti in esubero. Numero che, però, potrebbe diminuire considerando i pensionamenti, i dipendenti dei centri dell’impiego, che verranno presi in carico direttamente dallo Stato e il personale dei settori agricoltura, foreste, caccia e pesca, che dovrebbero passare alle dipendenze del Pirellone, visto che Regione Lombardia si è ripresa queste funzioni.
Alla luce di questi calcoli, i dipendenti da ricollocare dovrebbero essere un centinaio.

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