Eternit abbandonato, interviene il Comune

Sopralluogo di Palazzo Cernezzi
Dopo la denuncia dei carabinieri che hanno trovato la discarica
C’era una volta un chiosco. Che, nel 2010, venne quasi totalmente distrutto da un incendio. Da allora, l’angolo di strada tra via Varesina e via D’Annunzio, a Rebbio, è una discarica-rifugio: i resti carbonizzati del chiosco giacciono a lato della strada, mentre pericolose lastre di Eternit sono spezzate e abbandonate in terra. L’Eternit diventa pericoloso quando si rompe, perché la polvere delle fibre di amianto può essere respirata. Il territorio è comunale, ma nessuno a Palazzo Cernezzi sembra se ne fosse accorto prima che, nei giorni scorsi, i carabinieri notassero il materiale durante una
ricognizione aerea.
La segnalazione al Comune è partita immediatamente e oggi i tecnici del settore Ambiente dovrebbero effettuare un sopralluogo per capire quali materiali vadano smaltiti e quali aziende chiamare.
Per lo smaltimento bisogna affidare i lavori alle imprese specializzate.
E l’amianto, nell’angolo di degrado su via Varesina, non manca. Piccole coperture o tettoie, intere e spezzate. Materiali dannosi per la salute, in un’area tutt’altro che spopolata: oltre alle case, attorno alla rotonda tra via Varesina e via D’Annunzio c’è La Nostra Famiglia, istituto per bambini disabili, un campo di calcio, la scuola superiore Magistri Cumacini e il nuovo ospedale Sant’Anna. Il problema, però, non è solo l’Eternit abbandonato. In quella porzione di città nascosta vivono alcuni senzatetto: una parte dorme in ciò che rimane del chiosco, altri invece riposano all’interno di un Fiat Fiorino abbandonato, con le gomme a terra e i vetri coperti, posteggiato nella boscaglia. Tutt’attorno, rifiuti e giacigli improvvisati.

Andrea Bambace

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