Cronaca

Eterologa, l’ospedale brianzolo pronto ad agire

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale
I responsabili: «Siamo in attesa di conoscere le direttive nazionali»
(a.cam.) Specialisti in attesa dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, il 9 aprile scorso, ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa, previsto dalla legge 40. Alla luce di questa decisione, le coppie con problemi di sterilità potranno ricorrere a un donatore esterno.
«Dal punto di vista tecnico saremmo pronti, ma dobbiamo attendere le linee guida che saranno stabilite a livello nazionale – dice Marco Claudio Bianchi, direttore del centro di procreazione assistita di Cantù – i punti da chiarire sono molti».
Almeno in linea teorica, la sentenza della Consulta proietta l’Italia persino in avanti rispetto alla Svizzera, Paese al quale – ogni anno – centinaia di coppie lariane si rivolgono per avere un figlio. Da anni, la Confederazione Elvetica consente infatti la fecondazione eterologa, ma esclusivamente al maschile, ovvero con il ricorso a un donatore di seme esterno alla coppia. Non è prevista invece la donazione degli ovuli.
In attesa delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale, che faranno maggiore chiarezza, sembra comunque che la decisione apra la strada alla fecondazione eterologa in generale, senza distinzioni tra uomini e donne.
«Le tecniche di fecondazione, anche in caso si tratti di eterologa non cambiano – sottolinea Renato Maggi, direttore del dipartimento materno infantile del Sant’Anna – Il centro di Cantù sarebbe pronto a effettuare le nuove procedure previste. È necessario però attendere che siano stabilite le direttive. Al momento, tra l’altro, anche dove la pratica è permessa, non esiste un registro dei nati con fecondazione eterologa e questa è una lacuna da colmare. Si apre la questione delle banche dei donatori di gameti maschili e femminili, sperma e ovuli – dice Maggi – Negli altri Paesi in cui è prevista la donazione del seme, ad esempio la vicina Svizzera, il donatore riceve un compenso. L’Italia non consente la commercializzazione di organi e tessuti. Le donazioni, dal sangue agli organi e non solo, sono sempre a titolo gratuito. Bisogna capire che cosa accadrà in questo caso».
Con un’ulteriore difficoltà. «Nel caso degli ovuli – dice ancora Bianchi – la donazione è particolarmente complessa, oltre che costosa. Richiede per la donna una procedura invasiva che inizia con la stimolazione ovarica e si concretizza, poi, con un intervento chirurgico con sedazione. Non si tratta certo di una procedura immediata come può essere, ad esempio, la donazione del sangue».
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, al Centro di procreazione di Cantù sono giunte alcune richieste di informazioni. «Qualche coppia ha chiamato per sapere qualcosa in più – conclude Bianchi – Al momento, però, non abbiamo risposte. Già la prossima settimana dovrebbe esserci un primo incontro per fare il punto della situazione, ma per ora possiamo solo attendere indicazioni e dettami a livello nazionale e regionale».

Nella foto:
L’ospedale di Cantù è pronto ad applicare le nuove regole sulla fecondazione eterologa
7 maggio 2014

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