Etica e industria Dialogo tra Severino e Quadrio Curzio

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L’etica è la base su cui poggia un corretto ed equo sviluppo economico e sociale, alla pari della capacità di lavorare insieme per il bene comune. Ma è cosa ben diversa dalla legalità: un comportamento rispettoso delle norme e delle leggi può anche non essere etico, perché le due cose – etica e legalità – non necessariamente coincidono.
Duetto ai massimi livelli, lunedì sera, nel salone della Confindustria in via Raimondi a Como. Hanno dialogato Emanuele Severino, tra i maggiori filosofi italiani, e Alberto Quadrio Curzio, economista di fama mondiale. Il tema era appunto il rapporto tra etica, industria e tecnica.
La prima, come detto, è alla base di ogni rapporto sociale, sia esso politico o economico; la seconda è il momento del processo economico in cui avviene la produzione di un bene. La terza, infine, è ciò che consente di superare i limiti «e che lavora contro gli obiettivi del capitalismo, pur essendone uno strumento», come ha detto Quadrio Curzio, docente di Economia alla Cattolica di Milano.
«Perché il capitalismo ha, come obiettivo, la coltivazione della scarsità», ha aggiunto Severino. Che è come dire, poi, che il capitalismo punta a una povertà diffusa. Fattore che lo rende non etico: la tecnica è ciò che corregge questa sua non-eticità, abbassando sempre di più i costi di produzione, consentendo di produrre di più, meglio e per più persone.
L’etica, dal canto suo, è ciò che consente di governare i comportamenti dei diversi attori indirizzandoli verso l’obiettivo principe dei rapporti sociali: il bene comune.

Franco Cavalleri

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