«Etica, società e impresa: ecco la Banca del territorio». Ieri l’assemblea annuale della Bcc Brianza e Laghi

Giovanni Pontiggia

Una situazione di incertezza, «sicuramente impegnativa e, speriamo, non drammatica». Che può diventare tuttavia una grande «opportunità». Presentando ieri alla stampa i numeri del bilancio 2019 della Banca di Credito Cooperativo Brianza e Laghi, il presidente Giovanni Pontiggia non ha potuto ovviamente evitare l’ostacolo Covid. Ma ha tentato di superarlo in positivo. Evitando giaculatorie e pessimismi.
«Le nostre aziende, per il momento, tengono. Vedremo a settembre, sulla base degli ordinativi, quali saranno le prospettive reali. Nel frattempo, mettiamo a fuoco e riscopriamo la nostra missione e il nostro compito nelle comunità nelle quali siamo presenti. Il risultato di una banca come la nostra non può essere disgiunto dalla salvaguardia del tessuto sociale e imprenditoriale del territorio».
Numeri, quindi. Ma anche una «nuova etica» del fare impresa. Che un istituto di credito cooperativo deve necessariamente fare propria.
I numeri, si diceva. Testimoni algebrici (e per questo difficilmente smentibili) di quella attenzione particolare al territorio che caratterizza il lavoro quotidiano delle Bcc. Numeri in crescita, in alcuni casi particolarmente positivi.
«A livello dimensionale – ha spiegato infatti Pontiggia – la Bcc Brianza e Laghi, al 31 dicembre 2019, ha chiuso con 2,4 miliardi di euro di fatturato (il cosiddetto “montante”, costituito da impieghi, raccolta diretta e raccolta indiretta), 21 sportelli presenti in 3 province (Como, Lecco e Monza Brianza), 191 dipendenti e 5.824 soci».
Questi ultimi, ieri, per la prima volta, e per le ragioni legate alla pandemia di Coronavirus, hanno partecipato all’assemblea delegando il proprio voto a un notaio, così come previsto dal decreto Covid. Oltre al bilancio, i soci hanno anche rinnovato il consiglio di amministrazione (ridotto da 11 a 9 componenti, alcuni dei quali di nuova nomina) e confermato il collegio sindacale. Sempre a proposito di cifre, quelle del 2019 sono state come detto ottime. La raccolta diretta si è assestata a 907,5 milioni di euro, la raccolta indiretta a 539,6 milioni (composta da 256,2 milioni di fondi comuni e Sicav, 88,5 milioni di polizze assicurative e fondi pensione e 194,8 milioni tra titoli di Stato, titoli obbligazionari e titoli azionari) e gli impieghi alla clientela a 931,1 milioni. Questi ultimi sono stati concessi per il 31,17% a privati, per il 21,96% ad attività manifatturiere, per il 13,62% al commercio all’ingrosso e al dettaglio, per il 9,46% alle costruzioni, per il 9,09% alle attività immobiliari. Segno di una capacità ampia di “diffusione” del credito.
Il dato finale 2019, con un utile lordo di 1,222 milioni di euro, è in crescita del 6,24% rispetto al risultato del 2018. In aumento pure l’indice di redditività complessiva, pari all’1,52% (nel 2018 era fermo allo 0,95%)
«Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a varie crisi, a partire da quella del 2008 – ha detto ancora Pontiggia – tutti sono stati messi a dura prova: i cittadini, le imprese, gli stessi istituti di credito, comprese le banche territoriali che fanno sempre sforzi diversi visto che rappresentano qualcosa di diverso». Lo shock del Coronavirus è la nuova sfida, tanto inattesa quanto potenzialmente crudele e deflagrante. Una sfida che le Bcc, oggi riunite in un gruppo (Banca Iccrea), sono tuttavia in grado di affrontare con mezzi più solidi e con maggiori garanzie (anche perché costrette in tal senso dalle regole imposte dalla Bce).
I primi segnali di ripresa si vedono. Secondo Ernesto Mauri, direttore generale della Bcc di Alzate, «mentre a marzo, aprile e maggio il portafoglio delle aziende è crollato, a giugno i movimenti di anticipo fatture e anticipo ricevute sono ripresi. Tengono anche le compravendite delle abitazioni, che in realtà non si sono mai fermate, con la sola eccezione degli acquisti da parte degli stranieri in zona lago o nel capoluogo. La vera incognita è l’onda lunga della crisi, perché gli effetti del Covid sul tessuto economico si vedranno in autunno».
Le ultime considerazioni sono state riservate dai dirigenti della Bcc ai contributi destinati al territorio. «Abbiamo concentrato i fondi sugli interventi sanitari ridisegnando in qualche modo le modalità di elargizione del contributo a pioggia, che rischia sempre di rimanere fine a sé stesso – ha detto Pontiggia – Nel Comasco abbiamo sostenuto il Fatebenefratelli di Erba costruendo un effetto moltiplicatore grazie alla Fondazione provinciale Cariplo».

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