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AMARCORD – Evans il “lariano” «Amo il giro del lago»

altUn campione del mondo che si allena sulle strade del Lario, ha un preparatore di Valmorea, Aldo Sassi, e che designa come suo erede l’inverighese Mauro Santambrogio.
Questo è Cadel Evans, l’uomo che lo scorso anno, a distanza di 38 anni da Eddy Merckx, ha vinto la gara iridata dei ciclisti professionisti a Mendrisio.
L’australiano trapiantato a Stabio, sempre come Merckx, ha pure raddoppiato i riconoscimenti, visto che gli è appena stato consegnato il premio “Mendrisio d’Oro”, tra i più importanti in assoluto. Evans nell’albo d’oro succede all’elvetico Fabian Cancellara.
«Ancora adesso quasi non mi rendo conto di quel che sono

 riuscito a fare al Mondiale – racconta il 32enne portacolori della Bmc Racing, in occasione della consegna del premio – ma di certo è davvero molto bello gareggiare con addosso quella maglia, che dà energia, carica, ti fa rendere al meglio e poi è un onore averla conquistata, ne sono davvero orgoglioso».
Il 2009 è però alle spalle. Cadel parla del suo 2010. «Vengo da un periodo di allenamento nella mia terra natale, dove ho lavorato duramente accumulando circa 5mila chilometri – dice Cadel – Dopo il terzo posto nella classifica finale della Tirreno-Adriatico punterò sull’Amstel Gold Race, in Olanda».
Ma quest’anno l’iridato punta in realtà a un’altra corsa. «Il mio vero obiettivo è il Giro d’Italia – dice – e in questi giorni i miei allenamenti sono stati sulle Dolomiti. Poi devo provare anche Mortirolo e Zoncolan, salite che, credo, determineranno la classifica della corsa “rosa”. E abbiamo già provato con tutta la squadra la cronometro di Cuneo, altro passaggio fondamentale per chi, e io, ripeto, sono fra questi, vuole far suo il Giro».
Il campione del mondo 2009 ha grande fiducia sulla sua formazione. «È davvero un’ottima compagine – prosegue Cadel – e del resto chi non vorrebbe al suo fianco campioni come Ballan e Hincapie, atleti gagliardi come Kroon e Nydam e giovani come il comasco Mauro Santambrogio. Sono sicuro che saranno in grado di aiutarmi e sostenermi come mai mi è capitato in passato; io sarò felice di mettermi a loro disposizione».
Evans ha accennato al comasco Santambrogio, di cui ha grande stima. «Mauro è fantastico, davvero – afferma l’australiano – mi è già capitato di dividere la camera con lui ed è subito nato un grande feeling. Credo che possa fare grandi cose, è un bravissimo ragazzo, ha talento, voglia e forza ed io sarò ben lieto di aiutarlo nella sua crescita. Anzi posso già dire che sarò al suo fianco al Lombardia».
«Nel 2009 Mauro era in fuga sul San Fermo e fui proprio io, scattando, ad annullare i suoi sogni di vittoria – ricorda Evans – Quest’anno sarò al suo fianco nel finale e lavorerò affinché il traguardo di Como possa davvero vedere un corridore di casa primeggiare, sarebbe fantastico».
A proposito di Como, l’iridato è un frequentatore dei percorsi lariani nei suoi allenamenti. «Assolutamente sì, in particolare il giro del lago lo faccio sempre volentieri, per “stare al caldo” – usa proprio questa espressione Cadel – e poi il percorso Valle Intelvi, Argegno, Bisbino e Generoso, non so quante volte l’ho fatto».
«Devo proprio dire che il territorio lariano e quello ticinese sono davvero ideali per chi svolge la mia professione», spiega.
A margine della consegna del premio “Mendrisio d’Oro” a Cadel Evans è stato importante l’intervento di Marco Sangiorgio, presidente del Velo Club Mendrisio, nonché del comitato organizzatore del Mondiale 2009.
«Questo riconoscimento è nato per celebrare il Mondiale del 1971 vinto da Merckx ed è un po’ come un Oscar per i ciclisti – ha affermato Sangiorgio – Un evento fondamentale per mantenere vivo su tutto il territorio il ricordo del fantastico mondiale di 39 anni fa e che ha dato la spinta per il fantastico bis di pochi mesi fa».
Poi, l’organizzatore della kermesse iridata non si è nascosto: «Sarebbe bello rivedere sulle nostre strade un terzo mondiale. Magari senza attendere trentotto anni».
Una serata di festa che è stata chiusa come sempre da Renzo Bordogna, ideatore e vera anima del “Mendrisio d’Oro”. «Mi hanno chiesto gli obiettivi futuri – ha detto – io sostengo che bisogna fare un passo alla volta. Certamente il “Mendrisio d’oro” proseguirà nel 2011 e anche nel 2012».
«Vogliamo festeggiare degnamente un premio che ha resistito nel tempo, diventando sempre più ambìto dai corridori – ha concluso – Ve ne erano altri, in differenti parti del mondo, ma ora non ci sono più. Il “Mendrisio d’Oro”, invece, è rimasto e vuole continuare a esserci: per il suo 40° compleanno vorremmo organizzare un evento con la partecipazione del maggior numero di vincitori delle edizioni passate per dar vita ad una grande festa».

Pierantonio Casartelli

Nella foto:
L’iridato con l’inverighese Mauro Santambrogio, suo compagno di squadra
26 marzo 2010

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