Ex azzurri nel mirino

Calcioscommesse – Carlo Gervasoni nell’ultimo interrogatorio ha citato presunte combine e un gruppo di giocatori che in passato hanno militato nel Como
Spuntano anche cinque ex comaschi nelle rivelazioni di Carlo Gervasoni. Un lungo interrogatorio, il suo, davanti al pubblico ministero di Cremona che si occupa del nuovo filone del calcioscommesse, con i nomi di ex azzurri proprio come Gervasoni, elemento chiave di questa seconda fase dell’inchiesta.
Nomi, cifre e circostanze che il calciatore, attualmente agli arresti domiciliari dopo alcuni giorni di carcere, ha riferito agli inquirenti con precisione.
Una collaborazione «ampia e

dettagliata», l’ha definita il Pm Di Martino. Gervasoni non ha fatto solo i nomi dei cinque ex azzurri, ma anche quelli di altri 40 calciatori, quasi tutti in attività, tra serie A, B e Lega Pro.
Un mix che potrebbe diventare esplosivo e sul quale il magistrato inizierà ora a lavorare, cercando ulteriori riscontri diretti. E quasi certamente iscrivendoli tutti nel registro degli indagati.
Come detto, c’è anche un gruppo di ex azzurri. Si tratta di Davide Caremi, centrocampista, Omar Milanetto, ex Genoa e ora al Padova in B, poi il bomber del Monza Roberto Colacone, infine Cristian Bertani, ora alla Samp dopo essersi messo in mostra al Novara e Daniele Padelli, cresciuto nel vivaio azzurro, ma mai una gara in maglia lariana.
Loro cinque sono stati chiamati in causa da Gervasoni nel maxi-interrogatorio. Con ruoli e responsabilità differenti anche se le dichiarazioni sono abbastanza compromettenti e, ovviamente, tutte da verificare.
A iniziare da Caremi, nato a Como e cresciuto con la società lariana. Ha pure giocato in serie B nell’ultimo anno degli azzurri tra i Cadetti. La “gola profonda” del calcio scommesse 2 (Gervasoni appunto) spiega che lui, Caremi, Carobbio, Ruopolo e Conteh avrebbero preso parte alla combine (dietro il pagamento di 15mila euro a testa) di Pisa-Albinoleffe del 7 marzo 2009 finita 2-0 per i toscani. In quell’occasione altri due atleti, Narciso e Cellini, pur informati dell’accordo, decisero di non partecipare.
C’è anche Roberto Colacone, due anni in maglia azzurra tra 2000 e 2002, 40 presenze e 9 reti, tra i coinvolti nelle dichiarazioni. La partita è Albinoleffe-Ancona del 30 maggio 2009. Finisce 3-4 per i marchigiani e i coinvolti sarebbero quattro: Gervasoni, Colacone appunto (allora all’Ancona), Turati e Mastronunzio. Sempre per un compenso di 15mila euro.
Cristian Bertani viene chiamato in causa per un Chievo-Novara del novembre del 2010, gara di Coppa Italia, vinta agevolmente (3-0) dai veneti. Per Gervasoni ci fu un accordo al quale avrebbero preso parte i novaresi Shala (che, attenzione, nulla ha a che fare con Altin, visto qualche anno fa sul Lario in serie D), Ventola, Fontana e Bertani appunto. Con l’aggiunta di altri. Qui, secondo l’ex azzurro, la torta da spartire sarebbe stata ancora più ampia del solito: 150mila euro complessivi.
Poi vi sono due partite di serie A dell’ultimo campionato che avrebbero avuto strani accordi, ad iniziare dalla presunta combine, poi saltata per l’errore dal dischetto del rigore, di Fabrizio Miccoli in Palermo-Bari del maggio 2011. Vincono i siciliano per 2-1, ma la scommessa e la relativa puntata sono per un successo più ampio. Che sarebbe avvenuto se Miccoli al posto di sbagliare il rigore – giocatore però all’oscuro di tutto secondo Gervasoni – l’avesse segnato. In porta, con la maglia della formazione pugliese, quel Daniele Padelli cresciuto sul Lario e poi emigrato a cercare squadre e fortuna. Anche in Inghilterra, al Liverpool.
Infine c’è nell’elenco anche Omar Milanetto, a Como dal ’97 al 2000, 81 presenze con l’allora patron Enrico Preziosi. Lui è chiamato in causa per la presunta combine di Lazio-Genoa (4-2) del maggio 2011 assieme ad altri compagni di club e al biancoceleste Mauri.
Ma il sacco di Gervasoni conteneva altro. Un altro tassello che ha svelato alla Procura di Cremona. Ed è il tentativo di Gegic e degli altri cosiddetti “zingari” di mettere le mani sul Como negli anni scorsi.
Si stavano guardando intorno rispetto a società in difficoltà economiche; l’ex azzurro Mauro Bressan – amico ed ex compagno di Gegic – avrebbe cercato di contattare il club azzurro per rilevarlo e avere una società da gestire. Ma poi non se ne è fatto nulla.
Gegic e i suoi amici slavi promettevano contanti anche prima degli incontri: «Erano disposti – ha detto l’ex azzurro – ad anticipare compensi prima delle gare da alterare. Le cifre sarebbero variate di volta in volta, anche a seconda delle quote e delle difficoltà dei match».

Marco Romualdi

Nella foto:
Carlo Gervasoni viene condotto all’interrogatorio in Tribunale a Cremona

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