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Ex caserma da ieri al Comune per i senzatetto

Da ieri l’ex caserma di via Borgovico di proprietà della Provincia di Como è stata messa ufficialmente a disposizione del Comune di Como per iniziare l’allestimento del dormitorio che ospiterà i senzatetto. I tempi di allestimento previsti sono di circa 10 giorni.Lo spazio, ricordiamo, era stato offerto da Villa Saporiti solo alcune settimane fa, in risposta alla richiesta della Diocesi e della Caritas riguardo alla necessità di trovare un luogo dove poter ospitare le persone senza fissa dimora della città, un appello che, raccolto anche da Palazzo Cernezzi, aveva visto l’amministrazione arenarsi tra polemiche e disaccordi profondi.I locali di via Borgovico si andranno quindi a sommare agli spazi di via Napoleona. E potrebbero finalmente aiutare i volontari e chi si occupa della marginalità grave a trovare una collocazione più dignitosa e sicura per i tanti che al momento trascorrono le loro notti all’addiaccio sotto i portici di San Francesco e della basilica del Crocifisso. In passato la palazzina della ex caserma dei carabinieri di Como era stata utilizzata per l’accoglienza dei migranti. La struttura dovrebbe restare aperta fino alla prossima primavera. Un modo di tamponare l’esigenza dei clochard nei mesi più freddi, ovvero quando le temperature anche in città arrivano attorno agli zero gradi o poco di più.La decisione di mettere a disposizione l’immobile per i senzatetto, presa dal presidente della provincia Fiorenzo Bongiasca, però è stata duramente criticata da molti abitanti di via Borgovico, che si sarebbero detti contrari a realizzare il dormitorio in una via non lontano dal centro storico, e senza un piano di gestione ancora definito.Il Comune rassicura, e a breve si dovrebbero conoscere i dettagli su come e quando la struttura aprirà e su chi si occuperà di gestirla.Facile prevedere che la questione diventerà anche nelle prossime settimane materia di dibattito politico. Nel pieno dell’emergenza Covid infatti, anche una simile struttura deve essere sottoposta a sanificazioni straordinarie e a controlli quotidiani sugli ospiti. Anche un solo positivo all’interno del dormitorio potrebbe infatti contagiare tutti gli ospiti e gli operatori.Non è chiaro se la nuova struttura possa essere intitolata a don Roberto Malgesini. Questa ipotesi, oggetto anche di una raccolta firme, riguardava infatti una struttura permanente, mentre la soluzione di via Borgovico proposta dalla Provincia di Como è provvisoria.Il consiglio comunale di Como, attraverso una mozione votata a larga maggioranza, nel luglio 2019, aveva proprio chiesto al sindaco e alla giunta di trovare spazi idonei per una struttura permanente per mettere fine all’emergenza senzatetto che stazionano ogni notte sotto i portici di San Francesco.

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