Ex orfanotrofio e quel cartello “vendesi” che viene ignorato da oltre dieci anni

L'orfanotrofio di via Grossi a Como

Da oltre un decennio (giunte Bruni, Lucini e Landriscina) ci sono quasi 10 milioni di euro che passano da bilancio a bilancio. Dalla vendita del compendio tra via Tommaso Grossi e via Dante, ex orfanotrofio o ex scuola Baden Powell, ora dipende pure la realizzazione del nuovo Palasport di Muggiò. L’ultima stima dell’edificio è di 9 milioni 702mila euro. Qualche immobiliarista in realtà si era fatto avanti anche nei mesi scorsi, ma il piano di recupero e la sua posizione, in centro, ma con accessi “complicati” in auto da due strade trafficatissime fanno poi desistere i possibili investitori. Non vi si potrebbe insomma mai realizzare un centro commerciale o un’altra struttura attrattrice di traffico. Lo sviluppo del luogo è residenziale, turistico-alberghiero o per alcuni servizi. Il compratore non deve però dimenticare che il bene è pure vincolato. Un altro edificio dismesso ma “protetto”, destinato a degradare ancora nei prossimi anni.
Nel 2011 ci fu un blitz della polizia per smantellare un grande rifugio di disperati. L’allora Univercomo, sempre in quegli anni, arrivò a presentare un progetto per aule, alloggi e altri spazi per l’ateneo. Inutile dire che non se ne fece nulla. L’ex orfanotrofio è rimasto sempre lì, nell’elenco dei beni da alienare anche per il 2021 (triennio 2020-2022).
Facile preventivare che al pari di altri grandi incompiuti della città verrà lasciato in eredità alla prossima amministrazione di Palazzo Cernezzi.

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