«Ex Politeama, la parete ovest è a rischio crollo»

il Politeama di Como

«Ogni volta che piove perdo il sonno. La parete ovest è quella che preoccupa di più, rischia di crollare». Parola di Francesco Nessi, liquidatore della Società Politeama posseduta per l’82% delle quote dal Comune di Como che le ha ricevuta in eredità alla morte del precedente proprietario. Nei giorni scorsi è stato approvato il bilancio al 31 dicembre del 2020. In rosso, come al solito, con un aggravio ulteriore per sgravi sull’Imu che non si è potuto più computare nel rendiconto.

«L’unico introito è dato dall’affitto del parcheggio retrostante – sottolinea Francesco Nessi – Speravamo di avere ricavi dalle affissioni sulla facciata che abbiamo rivestito di impalcature con il permesso della Soprintendenza ma l’emergenza Covid e la conseguente crisi l’hanno impedito. Ma non demordiamo, ho sempre la speranza di contare sulla sensibilità dei comaschi nei confronti del loro beni culturali».

La prima voce in agenda si chiama “messa in sicurezza”, però: le infiltrazioni di umidità come detto ammalorano il bene, le coperture sono a rischio e per metterle in sicurezza occorrono circa 100mila euro. E qui si scontrano come due visioni del mondo diverse due linee di pensiero: da un lato il Codice dei Beni culturali che impone al Comune di farsi carico delle spese, qualora un privato non possa garantire la messa in sicurezza di un bene vincolato dalla Soprintendenza. E dall’altro lato la Legge Madia che impedisce di finanziare società partecipate in liquidazione come è appunto il caso del Politeama.

Nell’assemblea il nodo è venuto al pettine, con garbo Nessi ha fatto presente al Comune che si tratta non solo della tutela di un bene storico e vincolato ma anche di un problema di sicurezza pubblica dato che il Politeama insiste sulla pubblica via sia in piazza Cacciatori delle Alpi che in viale Cavallotti, e da parte sua il Comune si è riservato con i suoi uffici ulteriori approfondimenti.

Pare ci sia comunque da parte di Palazzo Cernezzi la ferma volontà di esperire ogni strada per mettere in sicurezza l’ex cineteatro inaugurato nel 1910. A metà settembre ci sarà l’atteso incontro del “tavolo di coprogettazione” istituito per dare un futuro all’immobile e alla sua gestione come luogo di cultura. Un tavolo che attende ancora che si facciano avanti operatori con idee, progetti e fondi per mandarli avanti: «Per quanto concerne eventuali nuove adesioni al tavolo, la cosa per ora è ancora possibile» dice Nessi.

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