Ex San Gottardo, Coop di Rebbio e rifiuti. La Como di Landriscina ricomincia da qui

La Commissione viene indicata con il numero 2 a Palazzo Cernezzi, ma è da qui che passa il futuro della città di Como in tema di urbanistica, trasporti, lavori pubblici ed ambiente. Non a caso a presiedere il “parlamentino” è stata chiamata una big della coalizione vincitrice, l’avvocato Patrizia Maesani, già assessore al Commercio della giunta targata Alberto Botta.
Con lei ci sono altri due ex assessori, Bruno Magatti e Anna Veronelli, ora presidente del consiglio comunale. I temi che passeranno dalla commissione già nei prossimi giorni sono tutti delicati e fondamentali per ridisegnare la nuova Como dell’era Landriscina.
Tre esempi? La riqualificazione dell’ex San Gottardo, spina nel fianco delle ultime amministrazioni. Un ex albergo a un passo da piazza Cavour e piazza Volta, ovvero nel triangolo d’oro del turismo di Como. I progetti di trasformazione e riqualificazione si rincorrono da vent’anni senza arrivarne a una. Ora c’è l’occasione di passare ai fatti.
Oppure l’ampliamento e il trasloco della Coop di Rebbio, all’interno dell’area ex Sca-Mercedes. Anche questo un progetto che riqualificherebbe una vasta area della periferia cittadina. E poi c’è la questione dei tempi e delle regole della raccolta rifiuti, di cui tanto si parla proprio in questi giorni.
Assetto del territorio, ambiente e ecologia, trasporti, lavori pubblici, mobilità, sono tre gli assessori che intervengono con le loro deleghe sulla Commissione 2, Vincenzo Bella per i lavori pubblici e la mobilità, Marco Butti per l’Urbanistica e Simona Rossotti (presente ieri) per l’Ecologia e l’ambiente.
«Si tratta di un impegno serio per noi consiglieri – spiega la neopresidente – e l’ho ribadito oggi nel mio discorso di insegnamento, davanti anche ai capigruppo di partito. Sono tante le delibere in scadenza su temi fondamentali per Como. Non è giusto che si lavori sempre “di rincorsa”».
Come ha ritrovato la macchina del Comune e la politica, dopo quindici anni di assenza?
«Con la macchina del Comune ho lavorato costantemente per la mia professione, anche dopo il mandato da assessore – spiega Patrizia Maesani – Sono cambiate le persone, si è persa un po’ la memoria storica nel cambio generazionale, ma questo è normale. Sulla politica preferisco non dire nulla invece».
E se per il modus operandi nella pubblica amministrazione, Patrizia Maesani cita il suo maestro, il compianto ex sindaco Alberto Botta, per la visione e il disegno della città, l’ispirazione giunge da un altro ex primo cittadino, Gabriele Albertini.
«Tutto il bello che vediamo oggi a Milano lo ha introdotto Albertini – dice Patrizia Maesani – con la sua capacità di coinvolgere nella progettazione urbanistica gli stati generali e le associazioni, ascoltando i bisogni di chi vive e lavora a Milano».
Nella seduta di ieri ha preso parola l’assessore all’Ambiente, Simona Rossotti, che ha chiesto idee e contributi. «La commissione farà la sua parte», assicura Patrizia Maesani.
Paolo Annoni

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