Ex scuola di via Tibaldi in rovina e fondi ministeriali sfumati

Ingresso ex scuola via Tibaldi

Una storia che ha dell’incredibile, quella dell’ex scuola di via Tibaldi a Tavernola. Una storia di ritardi e incomprensioni che ha fatto sfumare un finanziamento ministeriale da 457mila euro e ha lasciato senza un luogo idoneo le famiglie disagiate. Una storia con dei passaggi, a tratti, surreali. Ecco cosa è accaduto: la giunta Bruni, sei mesi prima della fine del mandato, decise di trasferire nella struttura di via Sacco e Vanzetti, realizzata con risorse regionali per far fronte all’emergenza sociale e abitativa per i cittadini comaschi, il Centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, perché nell’immobile di via Tibaldi, utilizzato per questa funzione, dovevano essere eseguiti interventi di manutenzione.
La giunta Lucini, non appena entrata in carica, cercò in ogni modo di restituire l’immobile di via Sacco e Vanzetti ai cittadini bisognosi e l’ex assessore Bruno Magatti, tramite il prefetto di allora, chiese al Ministero degli Interni di provvedere ai costi necessari per riattivare via Tibaldi e, in effetti, il ministero mise a disposizione le risorse. L’accordo fu siglato nel novembre 2014, accompagnato dalla formale “consegna dell’immobile”. I fondi – 457 mila euro appunto – arrivarono nel 2016. Nella primavera 2017, con la giunta Lucini, fu predisposta e pubblicata la gara d’appalto dei lavori. Con l’amministrazione guidata da Mario Landriscina, subentrata in quello stesso anno, nulla è più successo fino alla fine dello scorso anno. «Solo l’autunno scorso l’amministrazione comunale ha comunicato alla Prefettura di essere pronta a dare l’avvio agli interventi previsti e concordati, ricevendo come risposta la comunicazione che i fondi ministeriali non erano più disponibili», ha detto ieri Magatti in un incontro sul tema via web. Intanto la struttura di via Sacco e Vanzetti, destinata in origine a far fronte alle emergenze abitative, continua invece a essere utilizzata per ospitare un centro governativo per richiedenti asilo, mentre la struttura di via Tibaldi permane nelle condizioni di non utilizzabilità. E così progettazione, bando di gara e spese che erano stati posti in essere, sembrano destinati al macero. «L’amministrazione a guida Landriscina non dispone della struttura per far fronte alle emergenze abitative e senza possibilità di alcuna giustificazione, ha lasciato che i fondi ministeriali messi a disposizione da almeno quattro anni, venissero ritirati», aggiunge sempre Bruno Magatti. Presenti all’incontro di ieri mattina anche Giorgio Livio e Luca Venneri (Civitas) e l’onorevole del Pd Chiara Braga. Nel frattempo è stata inviata una lettera al Prefetto per metterlo al corrente dell’accaduto ed è stata presentata un’interrogazione parlamentare a firma della deputata Braga. «I ritardi della giunta hanno fatto perdere un’occasione importante alla nostra città. Le risorse stanziate dal Ministero degli Interni sono state di fatto destinate ad altro per mancanza di risposte tempestive da parte dell’amministrazione cittadina – dice l’onorevole – l’ossessione di cancellare quanto avviato dall’amministrazione precedente e il pregiudizio ideologico hanno prodotto danni di cui purtroppo fanno le spese i comaschi».
La conclusione è un duro attacco. «Questa maggioranza è nota a ogni latitudine per la sua conclamata pochezza, ma in questa vicenda si è superata. Invece di operare per il bene della città è riuscita nell’irripetibile impresa di lasciare che la Prefettura continui, inopportunamente, a usare per i richiedenti asilo, un bene comunale necessario», chiude Bruno Magatti.

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