Ex Ticosa, dal radar nessuna traccia di altri veleni

Le indagini nel sottosuolo
Il sottosuolo dell’ex area Ticosa si è rivelato meno “infestato” del previsto. Una buona notizia per il Comune di Como, che, come noto, nelle scorse settimane aveva avviato una serie di indagini per radiografare con esattezza le possibili sorprese interrate. Gli esiti, alla fine, si sono rivelati più incoraggianti del previsto.
Le analisi con il georadar (un sistema di indagine del sottosuolo, a piccole profondità, basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche) saranno ora analizzate nel dettaglio, ma il peggio – almeno come aspettative – può dirsi passato.
«Le indagini – spiega il direttore dei lavori della bonifica, l’ingegner Rinaldo Marforio – non hanno portato ad alcuna nuova scoperta. Le anomalie che erano emerse da tali analisi si sono confermate di scarsa rilevanza in quanto gli scavi che abbiamo effettuato hanno mostrato che si trattava di solette di cemento armato». Il timore, alla vigilia, era che sotto la superficie dell’ex Ticosa giacessero invece numerose sostanze velenose e inquinanti.
Nel corso dei prossimi giorni, inoltre, verrà effettuata la pulizia della cisterna contenente acquaragia rinvenuta nell’area a ridosso del cimitero. La cisterna, già estratta dal terreno, è risultata intatta. Una volta portato via il manufatto, si procederà poi con un ulteriore scavo e con l’analisi del terreno circostante (sulle pareti e sul fondo dello scavo) e soltanto all’esito di tali analisi si potrà definire la necessità di dover procedere con interventi specifici per la bonifica di tale terreno.
Una volta compiute tutte queste operazioni, sarà dunque il turno del “cuore” dell’intervento. Cioè la pulizia in profondità di tutto il terreno della zona. Un cantiere destinato a durare almeno per i prossimi 6 mesi.

Nella foto:
Una ruspa ferma nell’area dell’ex Ticosa. A breve partirà la bonifica vera e propria

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