Ex Trevitex, cinquanta posti per i comaschi

Dall'archivio del Corriere di Como, una immagine del 2005, con lavori nell'area ex Trevitex Dall’archivio del Corriere di Como, una immagine del 2005, con lavori nell’area ex Trevitex

Saranno 50 i posti di lavoro riservati ai residenti di Como su un totale di 140 assunzioni previste per l’apertura del centro commerciale Esselunga nell’area della ex Trevitex, nell’ambito del progetto di riqualificazione ormai avviato verso l’approvazione definitiva.
È una delle novità emerse nelle ultime ore, al tavolo regionale per l’autorizzazione commerciale del nuovo insediamento destinato alla vendita, previsto nel cuore di Camerlata.
Una buona notizia che è stata annunciata venerdì sera in diretta su Etv dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Como, Lorenzo Spallino, ospite del talk show “Nessun Dorma”, nel corso della puntata dedicata ai numerosi problemi irrisolti e alle prospettive di sviluppo del quartiere alle porte della città.
Secondo quanto emerso nel corso di “Nessun Dorma”, a giugno potrebbe arrivare la firma della convenzione, con la partenza dei lavori, che potrebbero terminare entro il prossimo Natale.
Entro questa settimana la giunta di Palazzo Cernezzi dovrebbe approvare definitivamente il programma integrato di intervento per la riqualificazione dell’area.
Nella puntata di “Nessun Dorma” non si è discusso solo del destino, ormai avviato, della ex Trevitex, ma si è affrontato anche lo spinoso tema della cittadella sanitaria finora realizzata soltanto per metà sull’area del vecchio ospedale Sant’Anna.
Un progetto, quello della cittadella in cui riunire i servizi e gli ambulatori dell’Asl (che tuttora latitano) e dell’azienda ospedaliera Sant’Anna (in gran parte già operativi), che il quartiere attende da anni. Basti ricordare che il trasferimento dell’ospedale nella nuova sede di San Fermo è scattato nell’ottobre del 2010.
E, come ha ricordato durante la trasmissione di Etv Patrizia Lissi, consigliere comunale del Pd, «sul destino del quartiere è stato decisivo il trasferimento del Sant’Anna», perché, ha sottolineato, «spostando l’ospedale Camerlata è diventata un quartiere morto».
Se è vero che sul fronte sanitario qualcosa si è mosso e si muoverà, resta da sciogliere il nodo dell’enorme porzione dell’area del vecchio ospedale (pari al 60% dei circa 100mila metri quadrati di superficie prima occupati dal Sant’Anna) destinata ad essere venduta ai privati che vi potranno realizzare residenze, uffici e spazi commerciali.
Sul tema, negli ultimi giorni, è arrivata la doccia gelata dell’assessore ai Servizi sociali del Comune di Como, Bruno Magatti, che ha parlato di «progetto impossibile perché manca la volontà di arrivare in fondo», soprattutto pensando all’area da destinare a uffici e residenze.
«A noi interessa che si arrivi in fondo al progetto – ha però sottolineato l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Spallino, durante il talk show di Etv – L’ente preposto alla cessione delle aree del vecchio ospedale, delegato da Regione Lombardia, è Infrastrutture Lombarde. Il loro scopo è progettare e portare fino in fondo questa operazione, così come l’hanno fatto, e bene, quando si è trattato di costruire il nuovo ospedale a San Fermo della Battaglia». Dal canto suo, Marco Onofri, direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, ha spiegato che «siccome la perizia sul valore degli edifici è stata consegnata all’Agenzia del Territorio e Infrastrutture Lombarde l’ha recepita, credo che tra brevissimo uscirà il bando di gara per procedere alla vendita degli immobili. E speriamo che qualcuno si presenti e partecipi all’acquisto».

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