Cronaca

Ex Trevitex, corsia privilegiata per il Piano. Più vicini multisala, centro commerciale e piazza

altCamerlata
Per la definitiva approvazione sarà sufficiente un voto della giunta

Si accorciano sensibilmente i tempi di approvazione del Programma Integrato di Intervento (Pii) ex Trevitex, a Camerlata.
Nei giorni scorsi la Regione ha confermato a Palazzo Cernezzi una notizia attesa da tempo: il Pii di via Paoli non avrà rilevanza regionale.

 Non sarà quindi sottoposto al vaglio del Pirellone ma dovrà avere l’ok della sola Provincia, oggi governata da una maggioranza affine a quella del capoluogo.
La cosa più interessante, in realtà, è un’altra.
La non rilevanza regionale del Piano permetterà al Comune di Como di evitare ulteriori passaggi in consiglio. Il Pii potrà infatti essere approvato dalla giunta. Tutto ciò grazie alla combinazione di norme introdotte di recente con cui la Regione ha modificato la legge 12, ovvero il complesso di articoli che regolano in Lombardia la materia urbanistica. 

 

Decisivo è stato inoltre il fatto di aver inserito nelle previsioni del Pgt cittadino l’intervento di Camerlata. Il Pii, che prima costituiva una variante al Piano regolatore, adesso è conforme all’inquadramento urbanistico. E come tale gode di procedure di approvazione meno complesse.
Il 16 aprile scorso, poi, la giunta di Como aveva approvato una proposta di delibera di indirizzo fatta propria, due mesi dopo, dal consiglio. Anche sulla base di quel voto è stato possibile dare una forte accelerazione alle procedure.
L’esecutivo potrà quindi licenziare il Pii in fretta e porre le basi per l’accordo di programma con Villa Saporiti. Difficilmente quest’ultima si opporrà.
Anzi, c’è da immaginare in qualche modo l’apertura di una corsia privilegiata per il progetto di Camerlata, vista anche l’affinità politica che distingue entrambe le amministrazioni, governate dal centrosinistra. Va detto che il primo passaggio in consiglio comunale aveva riservato per la giunta del capoluogo qualche apprensione. La maggioranza non aveva infatti trovato l’unanimità attorno alla proposta di indirizzo formulata dall’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino.
I due consiglieri di Paco-Sel, Vincenzo Sapere e Luigino Nessi, da sempre scettici sul nuovo ipermercato e ancora di più sull’abbattimento della palazzina ex Fisac, avevano lasciato l’aula in segno di dissenso. Mentre Guido Rovi, rappresentante dell’ala civatiana del Pd (eletto ora anche in consiglio provinciale), aveva deciso di astenersi. Dopo l’uscita di scena dell’assessore Gisella Introzzi e le dichiarazioni bellicose dell’unica rappresentante della lista “Amo la mia città”, Eva Cariboni, il consenso attorno al Pii si sarebbe potuto ulteriormente (e pericolosamente) assottigliare. La possibilità di sbrigare la pratica in giunta risolve quindi numerosi problemi. Pure aprendo un possibile fronte polemico da parte di chi accusa la stessa giunta di gestire le politiche comunali senza tenere in debito conto il ruolo del consiglio.
Il progetto
In sintesi, il progetto prevede la nascita di un centro commerciale da 3.800 metri quadrati (con annessi negozi per 1.440 metri quadrati) e la possibile riapertura del cinema multisala, oltre all’apertura di bar e ristoranti. Notevole anche l’impatto sul quartiere in cui sorgerà una piazza pubblica sulle ceneri dell’ex palazzina Fisac, destinata all’abbattimento.
Un ponte ciclopedonale verrà posato sopra via Badone, strada che sarà allargata a 4 corsie. Prevista anche la riqualificazione di via Varesina con la cancellazione dei posteggi a raso sostituiti da 46 posti auto ricavati in via Giustizia e Libertà (all’altezza del Cinema Gloria) e in via Giussani. Esselunga si è impegnata a versare nelle casse di Palazzo Cernezzi 3,2 milioni di euro di oneri, che si aggiungeranno ai 4,3 milioni di opere edili.
Sul fronte commerciale, vi sarà la possibilità per i negozianti delle zone vicine di trasferirsi nella struttura usufruendo di uno sconto del 50% sul canone di locazione per 12 anni. Con l’apertura del centro commerciale sono state ipotizzate 80 assunzioni nel superstore, 20 nei negozi, 25 in altri esercizi pubblici e 15 nel multisala.

Nella foto:
Il Piano Integrato di Intervento di via Paoli non avrà rilevanza regionale. Non sarà quindi sottoposto al vaglio del Pirellone ma dovrà avere l’ok della sola Provincia, oggi governata da una maggioranza affine a quella del capoluogo
21 ottobre 2014

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