Ex Trevitex, è guerra a sinistra. Coop contro Comune

alt

Il caso. Depositato ieri il ricorso al Tar con cui si chiede l’annullamento del Pgt nella parte relativa al grande complesso edilizio di Camerlata
I legali del colosso della grande distribuzione contestano la decisione di non fare la Valutazione Ambientale Strategica

(da.c.) La sinistra non fa sconti alla sinistra. Destino a cui non sfugge nemmeno la giunta di Mario Lucini. La guerra fratricida è una caratteristica ben nota nella gauche politica ed economica italiana. Ragione per cui nessuno, probabilmente, si meraviglierà del fatto che Coop Lombardia abbia depositato un ricorso al Tar in cui si chiede l’annullamento del Pgt di Como nella parte relativa all’ex Trevitex.
La notizia è stata confermata dai legali lariani del colosso

della grande distribuzione, gli avvocati Massimo Ambrosetti e Daniele Lucchetti.
Il plico, una settantina di pagine in tutto, è stato inviato ieri con la posta elettronica certificata alla cancelleria del Tribunale amministrativo. Indietro non si torna. Anzi: nello studio legale comasco si sottolinea come la giunta di centrosinistra, comportandosi in modo analogo ai predecessori, «abbia voluto far rientrare dalla finestra una vicenda che noi avevamo fatto uscire dalla porta principale».
Il riferimento è alle cause e ai ricorsi precedenti intentati da Coop Lombardia sia contro il Comune sia contro Esselunga, proprietaria della ex Trevitex. Ricorsi che si sono conclusi sempre con pronunciamenti favorevoli alla stessa Coop.
In realtà, rispetto agli anni scorsi lo scenario è ora completamente diverso. Intanto, perché la città ha approvato il Piano di Governo del Territorio, strumento urbanistico che può piacere o meno, ma non può essere sindacato sul terreno delle scelte. E poi perché l’intesa tra Esselunga e Comune poggia su basi più solide, con contropartite per l’ente pubblico decisamente ampie (a partire dai 7 milioni di euro che dovrebbero essere versati dal gruppo di Bernardo Caprotti nelle casse di Palazzo Cernezzi).
Il ricorso al Tar della Coop Lombardia, legittimata a presentare istanza per il fatto che l’eventuale apertura del centro commerciale di Camerlata verrebbe a modificare le condizioni del mercato in cui opera anche il punto vendita di via Giussani, si basa principalmente su una questione procedurale. Non potendo appunto entrare nel merito delle scelte del Pgt, gli avvocati della Coop contestano la mancata attuazione della Valutazione Ambientale Strategica (Vas), un’analisi obbligatoria per legge quando l’impatto potenziale delle nuove costruzioni o (ed è questo il caso) delle trasformazioni urbanistiche si presenti di notevole entità.
È del tutto ovvio che un centro commerciale in un’area fortemente urbanizzata qual è oggi Camerlata giustifichi pienamente una Vas.
Il Comune di Como, con motivazione contestate dai legali della Coop, ha scelto la strada della “valutazione di esclusione della Vas”, fondando la propria tesi sul presupposto che il complesso edilizio sia già stato realizzato.
Nella guerra tutta a sinistra deciderà, anche stavolta, un Tribunale.

Nella foto:
Il complesso urbanistico dell’ex Trevitex è di nuovo al centro di una guerra legale tra Comune di Como e Coop Lombardia

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.