Ex Zoo, una nuova telecamera contro lo spaccio

Sono assurti tristemente agli onori della cronaca come i giardini dello spaccio. È l’area verde dell’ex Zoo, realizzata sopra l’autosilo Como Lago, tra viale Cavallotti e via Sant’Elia. I consiglieri del Pd, all’opposizione a Palazzo Cernezzi, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, avevano presentato un mese fa una mozione per chiedere di potare i cespugli e aumentare l’illuminazione. Ieri, Palazzo Cernezzi, ha avviato un intervento per migliorare la sicurezza della zona, come ormai da anni chiedono i residenti. I tavoli di confronto tra il Comune e la società concessionaria del parcheggio si erano intensificati nel corso dell’estate, fino al raggiungimento di un accordo.
Sono così iniziati i lavori sull’illuminazione pubblica all’interno dell’area, in particolare sulla collinetta, e per l’installazione di un’ulteriore telecamera collegata con il comando della polizia locale. Settimana prossima verrà eliminata la siepe perimetrale e i due cespugli che determinavano le difficoltà di controllo dell’area. Infine sarà potata anche la siepe intorno al roseto portandola alla stessa altezza, per rendere il tutto più controllabile.
«Era doveroso intervenire dopo anni di tangibile mancanza di interesse da parte della precedente amministrazione – commenta il vicesindaco Alessandra Locatelli – Il nostro impegno proseguirà con il monitoraggio di quel contesto tenendo conto del bisogno di maggior controllo».
Il parco, come detto, è stato al centro anche negli ultimi mesi di decine di notizie di cronaca: arresti di spacciatori, per lo più di nazionalità gambiana, che vendono droga pure ai minorenni. In un caso scoperto dai carabinieri di Como, il cliente dei pusher aveva addirittura 12 anni. Un bambino. In manette era finito un 21enne del Gambia, regolare in Italia. Gli altri compratori erano sedicenni. I giovanissimi erano stati portati in caserma dai carabinieri e quindi riconsegnati ai genitori.
Gli spacciatori nascondono le dosi all’interno di buche nel terremo, ricoperte da foglie.
I militari dell’Arma hanno anche ricostruito il modo di agire degli spacciatori. All’ingresso del parco dell’ex zoo un complice – che fa anche da palo – controlla la situazione, verifica i desideri dell’acquirente e poi lo indirizza verso lo spacciatore. Quest’ultimo, appresi i desideri del cliente, si allontana un momento, scava nella buca tra le foglie ed estrae la dose da consegnare. Piccole cessioni, quasi sempre tra i 5 e i 10 euro, che però continuano a ritmi forsennati. Sono decine gli arrestati nell’ultimo anno per spaccio solo nelle zone dell’ex zoo e dei giardini a lago, sei soltanto lo scorso settembre. E di questi sei, ben cinque venivano dal Gambia.
Andando indietro di quasi un anno, la prima operazione recente risale al 28 novembre 2016.

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