Expo, affare milionario ma per pochi

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Nessun evento sul territorio, istituzioni escluse da ogni scelta, cittadini ai margini E nel vuoto della politica la Camera di Commercio “privatizza” l’esposizione universale

Expo 2015 sarà un successo anche sul Lario, non c’è dubbio. Ma qui – per come stanno le cose oggi – la sensazione è che ne potranno godere pochi, pochissimi forse. Un gruppo di eletti. O, in taluni casi, di nominati. Da un unico, indiscusso “dominus” della partita milionaria che ruota intorno all’Esposizione universale milanese: Paolo De Santis, imprenditore alberghiero, presidente della Camera di Commercio di Como e potentissimo uomo d’affari.
L’ennesima, plastica rappresentazione

dell’uomo solo al comando è arrivata lunedì mattina. Quando, davanti ai muti spettatori del Tavolo della competitività, De Santis ha annunciato che l’ente di via Parini parteciperà (con i “cugini” di Sondrio e Lecco) alla spesa di un milione di euro per affittare, allestire e gestire uno stand nel Padiglione Italia a Expo 2015, durante i 6 mesi dell’evento. Settanta metri quadrati. Nei quali – ma di questo ha parlato l’imprenditore Attilio Briccola, uomo di fiducia di De Santis, membro della giunta camerale e quindi posto a capo dell’organizzazione chiamata SistemaComo2015 – «faremo qualcosa di speciale, svilupperemo il contenuto, anche legato all’aspetto virtuale, tridimensionale».
Sarà un piacere vedere il Lago di Como a Milano con gli effetti speciali. Tra l’altro, viene da pensare che reperire chi sarà in grado di realizzare una simile meraviglia non dovrebbe essere difficile per De Santis e Briccola. Basterebbe, per esempio, andare giusto fino a Lomazzo, in quel Parco tecnologico governato da ComoNext, società la cui maggiore partecipazione (con il 76,47%) è dell’agenzia territoriale Sviluppo Como; la quale, a sua volta, è per il 50% nelle mani della Camera di Commercio; dove lo stesso Briccola siede nel cda (nominato da Sviluppo Como); e dove, fortuna estrema, è operativo il Centro sviluppo realtà virtuale. Ossia, un soggetto nato per ispirazione diretta di Sviluppo Como, che mette a disposizione delle aziende le migliori tecnologie di realtà virtuale e 3D. Guarda caso, esattamente ciò che Briccola e De Santis vogliono per lo stand a Expo.
Passiamo al turismo.
Per la prossima primavera, sempre in ottica Expo, sembra stia prendendo corpo un grande evento a Villa Erba (di cui la Camera di Commercio è importante socio pubblico) con circa 500 invitati tra tour operator e agenzie di viaggio. Obiettivo: promuovere il Lario, attraverso quei canali, durante l’evento milanese. Ebbene, anche qui, la fortuna sembra voler agevolare a tutti i costi i promotori del meeting. Il destino, infatti, ha voluto che proprio nell’ottobre scorso sia nato un soggetto chiamato “Lake Como Events” con la finalità di «promuovere il territorio», «coordinare e integrare le singole proposte in un’ottica di valorizzazione e sviluppo». E chi ha promosso questa società? Proprio quella Villa Erba che ospiterà i 500 tour operator a breve. E chi, lo scorso anno, ha subito aderito alla rete di “Lake Como Events”? Tra gli altri, la società Meta Spa, amministrata dal presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, per gestire i suoi alberghi (i Grand Hotel di Como e di Tremezzo).
In sostanza: in qualità di presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, altresì imprenditore alberghiero, ha deciso di spendere una grossa cifra per promuovere il Lario a Expo, affittando uno stand dal costo di un milione. In quello stand, molta parte della promozione del Lario in 3D (magari facendo conto su ComoNext) sarà necessariamente calibrata sul turismo a Como.
Contemporaneamente, lo stesso presidente della Camera di Commercio (ente socio di Villa Erba) figura tra gli aderenti a “Como Lake Events”, società al cui centro è proprio il presidente di Villa Erba, Jean-Marc Droulers, e alla quale aderisce anche il De Santis privato, tramite la società con cui gestisce i suoi hotel. Il De Santis pubblico, però, rimane presidente della Camera di Commercio e socio di Villa Erba.
Insomma, un intreccio di cariche e poltrone che qualche malpensante potrebbe definire diabolico, ma – si sa – sul Lario non è tempo di cattivi pensieri. Quelli, apparterrebbero alla politica, curiosa attività umana di cui da tempo non vi è traccia significativa a Como e provincia. Soprattutto per quanto riguarda Expo. Evento mondiale a mezz’ora di autostrada dal Lario, con cui sicuramente molti artigiani e imprenditori del turismo faranno ottimi affari. Anche grazie all’attivismo della Camera di Commercio, perchè no?
Ma proprio questo è il punto: sul Lario, anche a causa di un’opacità di rapporti e incarichi, Expo è un evento di fatto “privatizzato”, destinato a toccare soltanto alcuni fortunatissimi singoli ma senza un benché minimo coinvolgimento corale del territorio. Per il quale, a oggi, non esiste nulla legato al 2015: non un nuovo itinerario turistico, non una grande o piccola opera, non un monumento. Nulla. Lo stesso nulla di una politica prona e silente davanti ai potentati.
ecaso@corrierecomo.it

Emanuele Caso

Nella foto:
Sopra, l’ingresso della Camera di Commercio di Como in via Parini, il palazzo del potere che ha messo in un angolo la politica comasca. Sotto, ComoNext, il parco scientifico e tecnologico di Lomazzo

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