Expo Como flop

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Verso l’esposizione universale

E pensare che, tra il 2009 e il 2010, Expo 2015 era “un fatto comasco”.
Iperbole? In parte sì. Ma è bene ricordare che a cavallo di quel biennio, il Lario – o meglio, la politica legata al Lario – piazzò in un sol colpo l’ex parlamentare di Forza Italia, Lucio Stanca, e l’allora presidente e oggi commissario della Provincia lariana , Leonardo Carioni (Lega Nord), ai vertici della società di gestione dell’evento. Un periodo che avrebbe potuto essere d’oro e che si tramutò rapidamente

in un ripido viale del tramonto dei sogni comaschi. Stanca, infatti, lasciò l’incarico nella primavera del 2010, travolto dalle polemiche sul suo doppio ruolo (deputato e manager di Expo) e sul suo doppio compenso (quasi 500mila euro all’anno per l’incarico milanese, oltre allo “stipendio” romano). Carioni abbandonò la nave nel 2012, quando il Carroccio imboccò la drastica via della contestazione politica a Expo e ai suoi “sprechi”.
Non che il tandem lariano, all’epoca, abbia prodotto granché per il territorio durante la permanenza nella stanza dei bottoni (si ricorda soltanto il fastoso quanto poco produttivo meeting dei Paesi partecipanti a Villa Erba, nell’ottobre 2011, con il solo Carioni ancora “dentro” Expo). Ma, di certo, da almeno un paio d’anni, più l’esposizione universale sembra esercitare un potere magnetico sul resto del mondo (a Milano si stimano 21 milioni di visitatori nel 2015), più Como e i “suoi fratelli” sembrano lontani, assenti dalla scena.
Nel 2009, l’onnipresente Carioni, insieme con l’allora sindaco di Milano, Letizia Moratti, firmò a Villa Saporiti un protocollo di intesa per rafforzare l’asse Como-Expo. Si parlò, all’epoca, di iniziative turistiche, percorsi culturali, eventi di ogni sorta per attirare in riva al lago una fetta del popolo di Expo. Cosa è rimasto, 5 anni dopo, è fin troppo facile da dire: zero, o poco più.
Sì, è vero, anche in queste ore è un fiorire di ipotesi, indiscrezioni, annunci più o meno ufficiosi. Ma di concreto – e per concreto si intende qualcosa di visibile per tutti, non soltanto per oscuri addetti ai lavori – non c’è nulla. Non è nato nulla dal Tavolo creato un paio di anni fa dalla Provincia insieme con Comune di Como e Camera di Commercio. Non è nato nulla di tangibile dal progetto “SistemaComo2015”, poco più di un sito Internet. Non è nato nulla dallo stucchevole dibattito “campus versus Villa Olmo” in merito a come e perché accalappiare i 7 milioni di euro messi a disposizione del territorio dalla Fondazione Cariplo.
La prossima settimana, sul tema Expo, sono attese comunicazioni importanti dopo la riunione del Tavolo per la competitività. Per ora, di sicuro, si sa che giovedì 30 gennaio, al Teatro Sociale di Como, si terrà l’ “Expo day Como 2015–Il canto della terra”. Sarà “svelato” un calendario di eventi comaschi per il prossimo semestre maggio-ottobre. Basterà per dire che il Lario su Expo fa sul serio? Lecito dubitarne.

Emanuele Caso

Nella foto:
Letizia Moratti e Leonardo Carioni firmarono un patto tra Milano e Como per l’Expo. Da allora, non è accaduto nulla

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