Expo e Casa del Fascio La scommessa del 2015

opere di terragni : casa del fascioLe prospettive La guardia di finanza: ospitiamo ogni anno 3mila visitatori. Si apre il dibattito sulla nuova sede
Spostare in altra sede il comando provinciale della guardia di finanza di Como, ora ubicato nella Casa del Fascio di Giuseppe Terragni in piazza del Popolo 4 (nella foto sotto, un particolare dell’esterno). Per poi utilizzare il simbolo del Razionalismo comasco come sede museale in vista dell’Expo 2015.
A questa ipotesi lavora, come riferito ieri dal nostro giornale, l’amministrazione provinciale di Como.
Il colonnello Rodolfo Mecarelli, comandante delle fiamme gialle, da parte sua
si dice disponibile a trattare. Ma fa anche alcune precisazioni: il ruolo dei finanzieri, ad esempio, è strategico, e non da oggi, sul fronte culturale. «Il monumento è proprietà dello Stato, noi potremmo anche spostare il nostro comando, qualora ci si chiedesse di farci da parte in vista di un interesse superiore – dice – Ma bisognerà pensare a una sede adeguata per la guardia di finanza. Per noi è una sede di alto prestigio, con 60 uffici, del tutto consona alle nostre esigenze». Ma va detto anche che le stesse fiamme gialle (nella foto accanto al titolo, la targa sulla facciata) già operano, sottolinea Mecarelli, per aprire la struttura agli appassionati dell’arte: «Ogni anno ospitiamo 3mila visitatori – dice – Soprattutto studenti e docenti di architettura, e per il 99% stranieri. E le richieste che riceviamo via mail sono in crescita».
Intanto stanno per essere spesi (siamo alla gara d’appalto) i 500mila euro concessi dallo Stato come fondo straordinario per restauri al monumento, ed entro l’anno, dato che il progetto esecutivo è già stato depositato, potrebbe iniziare il ripristino dei vetrocementi e dei serramenti oltre che la riparazione di alcune crepe sui marmi esterni.
«È una goccia nel mare, ma è sempre qualcosa – commenta Mecarelli. È doveroso ricordare che la guardia di finanza dal ’56 all’86, e cioè nei 30 anni in cui il palazzo non è stato vincolato dalla Soprintendenza, si è data da fare per mantenerlo intatto, senza intervenire con modifiche di alcun tipo. E l’impegno prosegue tuttora, con tanto olio di gomito visto che le risorse finanziarie non sono infinite».
Già, ma quanto costa mantenere una struttura del genere? Il colonnello Mecarelli non fornisce cifre, ma riferisce una curiosità: parte del gasolio di contrabbando sequestrato dalle fiamme gialle, con il nulla osta della magistratura, viene riutilizzato nelle cisterne di piazza del Popolo.
Pur essendo una caserma e quindi un luogo strutturato militarmente, con adeguate esigenze e misure di protezione, la Casa del Fascio è comunque già oggi un centro culturale, grazie ai finanzieri. «Apriamo il palazzo di Terragni con piacere a chi vuole visitarlo, anche se comporta un lavoro che non è negli obblighi delle fiamme gialle. Ma è un sacrificio che abbiamo accettato con senso di responsabilità. È un fatto di prestigio e un notevole ritorno d’immagine anche per noi poter ospitare il pubblico negli spazi razionalisti di Terragni, chi si porta via il ricordo della Casa del Fascio ha anche l’immagine di un corpo efficiente, che ama il luogo in cui è ospitato».
Ci sono limiti a un utilizzo della struttura, stando così le cose? «Non potremmo ospitare tutti i giorni 50 persone. Questo no», dice Mecarelli.
L’Archivio Terragni è da anni chiuso per mancanza di fondi. Potrebbe essere ospitato nella Casa del Fascio? «Se ne potrebbe parlare. Io dico: mai dire mai. Noi ce la stiamo mettendo tutta per essere aperti alla città, non solo ospitando i visitatori ma anche con convegni e conferenze».
E per il 2015? «Chi sarà al posto mio in occasione dell’Expo al comando della guardia di finanza di Como non si tirerà certo indietro, io credo, per tenere aperte le porte disegnate da Terragni, qualora la Casa del Fascio sia inserita, come spero, in un circuito culturale in occasione dell’Esposizione universale milanese».

Lorenzo Morandotti

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