Cronaca

Export culturale “made in Lario”

altA dare uno slancio fondamentale alle attività è stato nel 2002 l’ingresso dell’ente As.Li.Co.

La “fabbrica” del Teatro Sociale di Como è forse la parte meno nota di una delle più importanti istituzioni culturali della città. Dopo gli anni di grave crisi che avevano portato il nobile palco al suo tracollo, con il serio rischio di una imminente chiusura sul finire degli anni ’90, pensarci oggi orfani delle attività offerte da questo nobile palco sarebbe un vero dramma.
A dare uno slancio fondamentale al settore produzione del Sociale è nel 2002 l’ingresso di As.Li.Co., l’Associazione

Lirica e Concertistica con sede a Milano, nei primi anni del nuovo millennio. Se all’ente lombardo, che nel frattempo è diventato completamente comasco, mancava un teatro dove poter svolgere le proprie attività liriche, il teatro di piazza Verdi non vedeva l’ora di avere un’occasione per poter aprire le sue porte alla sperimentazione e alla produzione. Negli ultimi dieci anni il Teatro Sociale è diventato una sorta di laboratorio permanente dell’arte, una fabbrica, appunto, dove si producono spettacoli da portare in giro per il mondo. Non solo, svolgendo questo tipo di attività, diventa inevitabile formare e preparare le persone. Senza tutto ciò, il teatro non potrebbe sopravvivere: la produzione è una forma di sostentamento fondamentale, che sopperisce, almeno in parte, alla carenza di contributi da parte delle istituzioni locali. La stagione lirica fa parte del circuito regionale. E il concorso As.Li.Co. per cantanti lirici ha dato nel tempo grande visibilità internazionale al nostro teatro, entrato ormai da qualche anno a far parte del virtuoso circuito europeo dei teatri che contano. Una rete fondamentale per la sopravvivenza di un teatro di tradizione, per i contatti, le occasioni e la visibilità che tutto ciò comporta. Lo sa bene la presidente Barbara Minghetti, che, infatti, non si ferma qui. Ora, come dimostrano i suoi recenti viaggi in Kazakistan e in Oman, guardare e aprirsi a nuovi mercati sono diventati un obiettivo strategico. Senza però mai dimenticare casa propria. I progetti di fundraising e crowd founding, avviati da poco e affidati all’ufficio marketing gestito da Chiara Anzani, una delle nuove collaboratrici entrate a far parte dello staff rosa di Minghetti, che già si avvale nella direzione artistica e nella produzione della preziosa opera di Lisa Navach e Fedora Sorrentino, dimostrano come questo teatro, per quanto rappresenti con grande efficacia la tradizione, sappia essere comunque estremamente moderno e al passo coi tempi.

M. Prat.

Nella foto:
L’opera lirica di Wolfgang Amadeus Mozart La finta semplice, che è andata in scena al Teatro Sociale il 17 e il 19 ottobre scorsi. I titoli della stagione lirica partecipano al circuito lirico regionale
30 Novembre 2013

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