Fa l’assistente sociale ma è radiata dall’Albo: condannata a 6 mesi e a risarcire il danno

Il tribunale di Como

La “Nuova Idea Onlus”, associazione di Milano con sede operativa a Cantù, aveva intenzione di partecipare a un bando per la gestione dei migranti, bando che prevedeva la presenza di un’assistente sociale qualificata. E il curriculum presentato da una 57enne di Vicenza era davvero ottimo, ma anche non aggiornato. Mancava, infatti, un particolare non di poco conto: l’assistente sociale era stata radiata dall’albo con una delibera del 20 gennaio 2017 firmata dal Consiglio di disciplina territoriale dell’ordine degli assistenti sociali del Veneto.

La Onlus ha scoperto tutto quanto qualche mesi dopo, perdendo quindi la possibilità di partecipare al bando e segnalando la cosa alla Procura della Repubblica di Como che ha avviato una indagine. Vicenda che si è conclusa nelle scorse ore con la condanna dell’assistente sociale alla pena di 6 mesi (più 6mila euro di multa) per l’esercizio abusivo della professione.

Alla Onlus, che si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Maria Guerrisi (in nome e per conto di un 44enne di Alzate Brianza, rappresentante legale dell’associazione), è stata riconosciuta una provvisionale da 10mila euro in attesa di una futura definizione della vicenda in sede civile. La vicenda risale al 28 luglio del 2018, quando cioè la Onlus, interessata a partecipare al bando per la gestione di alcuni migranti nella parte sud della Lombardia, stipula un contratto di lavoro con la assistente sociale. La stessa tuttavia già da un anno e mezzo era stata radiata dall’albo degli assistenti sociali del Veneto. Era stata la stessa associazione a scoprire però la cosa, quattro mesi dopo l’accordo con la 57enne. Così, il 25 ottobre del 2018 venne fatta la segnalazione che diede origine al fascicolo di indagine.

Le accuse sono poi state messe nero su bianco dalla Procura lariana, che ha accusato la assistente sociale di aver «esercitato abusivamente la professione» dal mese di luglio a quello d ottobre del 2018 nonostante fosse stata radiata dall’Albo.

La Onlus – riconosciuta parte lesa – si è presentata in aula per chiedere un risarcimento del danno, visto che per queste vicissitudini non ha potuto presentarsi al bando come invece aveva intenzione di fare. E proprio per questo motivo il giudice, oltre a condannare la 57enne di Vicenza a sei mesi di pena (e a 6mila euro di multa) ha anche disposto una provvisionale da 10mila euro, oltre a spese legali quantificate in ulteriori 3mila euro.

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