Facciamo incontrare di nuovo gli studenti

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

I dati, a quanto pare, non consentono ancora una riapertura generalizzata delle scuole. Dopo Pasqua torneranno a fare lezione in presenza gli alunni della scuola per l’infanzia, primaria e del primo anno della scuola secondaria: sarà una bella boccata di ossigeno sia per i ragazzi che per i genitori. Per le classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado, e per tutto il secondo grado, il rientro non è ancora previsto. Se per i bimbi più piccoli i rischi sono circoscritti, per i ragazzi più grandi la situazione si complica anche a causa della mobilità e degli spostamenti ai quali sono sottoposti.

Ormai è praticamente un anno che la scuola lavora, a fasi intermittenti, tra lezioni in presenza e lezioni a distanza. Niente di nuovo, quindi, per l’ulteriore rinvio del ritorno. Sono però cambiate parecchio le condizioni rispetto all’anno scorso.

Il primo lockdown, anche se certamente più faticoso per le scuole sul piano organizzativo, veniva percepito come una fase temporanea e limitata. Ora la percezione è che, invece, si tratti di un evento che si possa ripetere non si sa fino a quando, certamente fino a che non sarà concluso il piano di vaccinazioni.

Un recente sondaggio di Demopolis sulla didattica a distanza cerca di fare il punto della situazione. La valutazione dei genitori sulla Dad riguarda, come sempre, quello che hanno potuto valutare personalmente e, come in tutte le cose, qualcuno fa bene e qualcuno un po’ meno; complessivamente i genitori dicono che lo strumento è stato perfezionato, i ragazzi sono migliorati nell’uso delle nuove tecnologie ma permangono problemi nel raggiungere tutti, molti ragazzi usano lo smartphone, le ore di lezione sono poche, soprattutto per infanzia e primaria. I docenti lamentano una maggiore distrazione dei ragazzi rispetto alla prima fase e una carenza di dotazioni che a volte impedisce agli studenti di seguire adeguatamente le lezioni. Al di là delle seppur importanti questioni metodologico-didattiche, pretendere di fare lezione in Dad come in classe è una follia, occorre cambiare radicalmente approccio e strumenti. La Dad accentua il tema dell’acquisizione delle competenze rispetto alle conoscenze.

Rimangono aperti due problemi non da poco e da non sottovalutare: 1) lo stato di parziale isolamento dei ragazzi incomincia ad avere effetti negativi sia sull’attenzione che sul piano psicologico, i ragazzi hanno bisogno di frequentare i loro pari soprattutto se adolescenti; 2) i problemi dei genitori relativi alla sistemazione dei figli possono pesare sull’apprendimento e aumentare lo stress.

Il tema perciò non è la Dad e le chiusure massificate non tengono conto delle diversità che ci sono sul territorio nazionale. La bella stagione consente di pensare a soluzioni che permettano ai ragazzi di incontrarsi, magari a turni. Scuole e amministrazioni locali devono raccordarsi perché ciò venga reso possibile.

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