Fallimenti quintuplicati per colpa della crisi. Metà delle imprese era attiva nel terziario

Il pozzo sempre più nero della crisi economica continua a risucchiare, senza sosta, le aziende del territorio lariano. Nel 2014 i fallimenti sono stati circa 140 contro i 30 registrati nel 2008, prima della crisi. È il dato inquietante che emerge dalla relazione annuale, svoltasi ieri mattina nella sede comasca della Cisl dei Laghi, delle attività dell’ufficio legale e vertenze del sindacato.

Le aziende tessili, dopo aver sofferto il forte impatto iniziale della crisi, ora resistono meglio (6 i dissesti nel 2014), mentre molti fallimenti, ben 54, sono stati registrati nel terziario, in particolare nel turismo e nei servizi. A seguire il settore metalmeccanico (27), quello edile (31) e i trasporti (7).

Attraverso le procedure concorsuali sono stati recuperati 4.260.975 euro di crediti dei lavoratori. Va anche evidenziato come sia cambiata la tipologia delle aziende fallite: non si tratta solo di grandi ditte manifatturiere ma anche di realtà medio-piccole del terziario, che rappresentano ormai il 50% dei dissesti.

Come detto, è sempre in forte crisi l’edilizia, il cui numero di ditte si è dimezzato e dove sono scomparsi pure imprese di grande nome. Anche nel metalmeccanico vi sono ancora aziende in crisi e la recessione coinvolge principalmente i terzisti che soffrono per il calo della produzione. Nel tessile, i problemi si sono concentrati nelle fasce di mercato basse mentre tiene il mercato medio-alto.

Per quanto riguarda il lavoro dell’ufficio vertenze della Cisl, nel 2014 gli addetti hanno assistito 1.362 lavoratori di cui 698 per vertenze individuali e 664 nelle procedure concorsuali. Per le vertenze individuali sono 396, pari a circa il 56%, i lavoratori che hanno chiesto l’intervento del sindacato per recuperare il loro stipendio piuttosto che il Tfr. Ben 113 i dipendenti arrivati negli uffici della Cisl a seguito di un licenziamento. La metà di questi lavorava in aziende con meno di 15 addetti e i licenziamenti, in questi casi, si risolvono con transazioni extragiudiziali, in cui al lavoratore vengono riconosciute da 3 a 4 mensilità. Nelle aziende che occupano invece più di 15 dipendenti, nella maggior parte dei casi si arriva a una transazione davanti al giudice piuttosto che a una sentenza.

Nel corso del 2014 sono stati recuperati per i lavoratori assistiti circa 820.111 euro. Su 688 vertenze, 110 lavoratori sono extracomunitari.

Infine la Cisl ha lanciato un allarme per le numerose transazioni analizzate in cui il lavoratore rinuncia a una parte della propria retribuzione, piuttosto che al proprio livello di inquadramento contrattuale, pur di salvaguardare il posto di lavoro. Oppure dove il lavoratore è costretto ad accettare un pagamento rateizzato del proprio credito, con la speranza di vederlo riconosciuto.

Si è infine notevolmente ridotto il contenzioso relativo ai contratti a termine, avendo, di fatto, le nuove normative liberalizzato questa forma contrattuale.

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