Fallimento Como: anche il Comune ammesso al passivo

Anche il Comune di Como è stato ammesso al passivo nell’ambito del fallimento del club di calcio della città. Palazzo Cernezzi, creditore privilegiato, si è insinuato per 115 mila euro su un totale di ammissioni che ieri, dopo la seconda udienza, ha toccato il milione e 775 mila euro tra crediti privilegiati (828 mila euro) e chirografari (947 mila euro). Si è tenuta ieri la second audienza per l’insinuazione al passivo della società azzurra dichiarata fallita con sentenza del giudice Marco Mancini datata 21 giugno 2016. Non tutte le istanze presentate dal centinaio di parti sono però ancora state vagliate. All’appello in merito all’ammissione o meno allo stato passivo mancano ancora circa 800 mila euro. E non è detto che tutto possa finire qui, perché nella prossima udienza – già fissata per giugno – ulteriori ritardatari potrebbero presentarsi al quarto piano del palazzo di giustizia. Quindi, quello che è possibile fare oggi è solo una fotografia scattata ieri pomeriggio al termine della seconda udienza di fronte al giudice. Ribadendo, 2 milioni 573 mila euro di richieste di insinuazione al passivo e di queste un milione e 775 mila già ammesse. Con l’aggiunta, come detto sopra, del Comune di Como (privilegiato per 115 mila euro) che nella prima udienza era stato lasciato in sospeso.
Il Calcio Como era stato dichiarato fallito nel luglio del 2016. Pesantissime erano state le parole del giudice Marco Mancini. Nel mirino era infatti finita – nelle motivazioni – un po’ tutta la gestione del vecchio Calcio Como del presidente Pietro Porro, partendo dalla cessione del centro sportivo di Orsenigo, passando per le fidejussioni presentate da società che per i giudici non erano in grado di garantire realmente i creditori del club azzurro.
Una crisi societaria che per molti era giunta inattesa, ma che secondo il tribunale di Como era figlia anche dei «requisiti di fallibilità» che sarebbero emersi «pacificamente dai bilanci degli ultimi tre esercizi antecedenti all’istanza di fallimento».
Per il 14 marzo è in calendario – lo ricordiamo – l’ennesima asta fallimentare.
Mauro Peverelli

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