Fallimento del Calcio Como: ammessi al passivo anche Porro e Foti

L’ex presidente Pietro Porro

«Non c’è nulla di strano. Avevano il diritto di insinuarsi al passivo. Si sono sostituiti ai dipendenti del Calcio Como. Non ci fossero stati loro, ci sarebbero stati i giocatori della squadra per gli stipendi di maggio e giugno».
Il curatore fallimentare Francesco Di Michele interviene così in merito all’insinuazione al passivo del Calcio Como da parte dell’ex presidente Pietro Porro e del vicepresidente Flavio Foti.
Il primo ammesso per 230mila euro, il secondo per 346mila.
Si è svolta ieri – con l’ammissione al passivo di questi nomi inattesi – la terza udienza di fronte al giudice Marco Mancini.

Francesco Di Michele

In totale sono state ammesse al passivo altre richieste per 716mila euro, compresi appunto i 230mila euro di Porro e i 346mila euro di Foti. La somma complessiva sale così a 2 milioni e 500mila euro di passivo, e di questi un milione e mezzo privilegiati e il resto chirografari.
Non è finita qui, perché il giudice Mancini e il curatore fallimentare hanno fissato un’altra data in ottobre, dove vagliare ulteriori istanze che ieri sono state rinviate.
L’insinuazione di Porro e Foti è comunque quantomeno interessante, e trova fondamento nel pagamento degli stipendi dei calciatori precedenti al fallimento e riferiti alle mensilità di maggio e giugno. Con quel versamento – che evitò punti di penalizzazione al club – vennero saldati crediti pregressi senza attingere alla fidejussione che era stata depositata.
Insomma, in parole povere il pagamento di quegli stipendi – la legge consente a chi ha interesse a pagare somme di denaro per conto di altri o per altri (surrogazione legale) – ha portato i due ex dirigenti azzurri a insinuarsi al fallimento al posto dei dipendenti di allora, ovvero i calciatori.
Il Calcio Como era stato dichiarato fallito nel luglio del 2016. Pesantissime erano state le parole del giudice Marco Mancini.
Nel mirino era infatti finita – nelle motivazioni – un po’ tutta la gestione del vecchio Calcio Como del presidente Pietro Porro, partendo dalla cessione del centro sportivo di Orsenigo, passando per le fidejussioni presentate da società che per i giudici non erano in grado di garantire realmente i creditori del club azzurro.
M.Pv.

Articoli correlati