Fallisce la Olmetto di Maslianico

(da.c.) L’industria tessile comasca perde un altro pezzo pregiato della sua collezione. Giovedì scorso, il Tribunale fallimentare del capoluogo lariano ha infatti dichiarato il fallimento della Olmetto spa, impresa con un’ottantina di dipendenti che da oltre 40 anni si era insediata a Maslianico sull’asse della zona industriale, lungo il Breggia.
La Olmetto era da tempo in difficoltà economiche, tanto che il 10 luglio dello scorso anno il cda aveva deliberato la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo in bianco. Le quattro relazioni esplicative depositate in Tribunale tra la metà di ottobre e la metà di dicembre non sono però servite a scongiurare il fallimento che è stato deciso dal giudice delegato Alessandro Petronzi il 2 aprile, giorno in cui lo stesso magistrato ha respinto (e archiviato) la domanda di concordato preventivo.
Il giudice ha anche nominato quale curatore fallimentare il commercialista Giuseppe Fasana e ha fissato per il prossimo 17 luglio l’udienza nella quale si procederà all’esame dello stato passivo.
La Olmetto, specializzata in accessori donna e uomo e in tessuti per la moda, stava attraversando un periodo di difficoltà, ma la sentenza di fallimento ha sorpreso e amareggiato anche chi seguiva da vicino l’azienda, come il sindacalista della Femca Cisl Armando Costantino.
«A metà marzo, dopo una lunga udienza, il giudice si era riservato la possibilità di verificare l’eventualità di garantire alla fabbrica di Maslianico una continuità – dice Costantino – Abbiamo sinceramente sperato che si potesse evitare il fallimento. Così non è stato, e adesso la nostra preoccupazione va alle decine di famiglie che si ritrovano in una situazione difficile». I dipendenti della Olmetto sono attualmente 83. Tuttavia, il fallimento rischia di incidere negativamente almeno su un numero altrettanto ampio di persone attive nell’indotto.
«Dopo Pasqua – dice ancora Costantino – incontreremo il curatore al quale chiederemo di prestare massima attenzione alle ricadute sociali del fallimento. Le strade possibili sono due: cassa integrazione straordinaria o, in alternativa, una procedura di mobilità».
Preoccupazione è espressa anche da Tiziano Citterio, sindaco di Maslianico. «Sapevamo da tempo delle difficoltà della Olmetto, il Tribunale ci aveva anche chiesto di conoscere l’ammontare dei tributi non pagati. Purtroppo, l’onda lunga della crisi non si ferma e colpisce anche imprese importanti».

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