Fallito il Casinò di Campione. Il sindaco: «Il paese muore»
Cronaca, Economia, Territorio

Fallito il Casinò di Campione. Il sindaco: «Il paese muore»

Il sindaco di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi, risponde al secondo squillo. In sottofondo si sentono molte voci e i rumori tipici della strada. «Abbiamo appena terminato una lunga assemblea con i dipendenti dalla casa da gioco – dice – il morale è basso e non potrebbe essere altrimenti».
Il Casinò «è chiuso», conferma il sindaco. E nessuno al momento può dire quando riaprirà. Il fallimento della società di gestione, nata soltanto 4 anni fa dopo l’uscita di scena dei vecchi soci e il passaggio di proprietà al solo Comune, è un evento del tutto straordinario. Qualcosa a cui nessuno avrebbe mai pensato.
Per Campione d’Italia è un potenziale punto di non ritorno. «Senza Casinò il paese è distrutto – sentenzia il sindaco – è l’unica fonte di lavoro. Chiuderlo significa farci morire».
A poche ore dalla sentenza del Tribunale fallimentare, i curatori nominati dal giudice sono già al lavoro. È del tutto evidente la straordinarietà del caso. In fondo, si tratta pur sempre di una macchina da soldi che per motivi tutti da chiarire si ritrova con i motori totalmente inceppati.
«Abbiamo appena incontrato uno dei professionisti incaricati dal Tribunale – dice ancora Salmoraghi, riferendosi a Sandro Litigio – ha mostrato molta attenzione e sono sicuro che lavorerà con i suoi colleghi nel modo migliore».
Lo scambio di opinioni con uno dei tre curatori fallimentari resta ovviamente riservato, ma il sindaco di Campione annuncia di voler valutare anche un possibile ricorso in appello. «Ci stiamo consultando con i nostri legali, personalmente ho letto il dispositivo e non lo trovo per nulla condivisibile», commenta sempre il sindaco. Il quale si rende conto tuttavia che i passaggi giudiziari sono comunque stretti. E legati ai numeri. Gli stessi che inchiodano impietosamente la società di gestione a un destino senza speranza.
Nel frattempo, oltre a valutare l’eventuale appello, il Comune non può fare altro che spingere sui tempi delle verifiche tecniche. Nella speranza che i curatori e il giudice delegato decidano di puntare sulla gestione provvisoria e, quindi, riaprano il Casinò.
«Purtroppo la sentenza non ne parla – dice Salmoiraghi – al momento la casa da gioco resta inattiva, con tutti i problemi che questo comporta».
Ma perché si è arrivati sino a questo punto? La causa ultima, a detta del sindaco, è stata la decisione del commissario ad acta di non firmare il piano di ristrutturazione del debito. Ma in realtà, tutto nasce molto più indietro nel tempo. «Sono sempre stato abituato a non fuggire dalle mie responsabilità – dice Salmoiraghi – ma noi siamo estranei a questo disastro. La casa da gioco è stata gestita per 6 anni da un amministratore che abbiamo sempre contestato, mentre il Comune è stato retto per 10 anni da un altro sindaco e da un’altra maggioranza. Sono loro a dover spiegare i motivi di un tale disastro». E anche per questo, a domanda specifica, il primo cittadino di Campione risponde che non si dimetterà.
Intanto, mercoledì prossimo lo stesso sindaco sarà a Roma, a Palazzo Chigi. «Un conto è la questione giudiziaria, un conto è lasciare sola un’intera comunità. Ci sono 600 posti di lavoro a rischio, il governo non può fare finta di niente».

28 luglio 2018

Info Autore

Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto