False addette dell’Asl rubano settemila euro

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Anziani nel mirino dei truffatori
Le vittime sono due pensionati di Camerlata. «Chiunque poteva cascarci»

«Bisogna avvisare le persone anziane che ci sono due balorde che sanno raggirare la gente. Chiunque ci potrebbe cascare». Non riesce a darsi pace Antonio Lupo, 85enne residente a Camerlata da oltre 50 anni. Il suo è un appello accorato lanciato davanti alle telecamere di Espansione Tv.
Lupo è rimasto vittima giovedì mattina di una vera e propria truffa.
Tutto è iniziato intorno alle 8.30, quando due donne italiane, sulla quarantina, distinte e ben vestite, hanno bussato alla porta

dell’appartamento di Lupo. «Hanno detto di essere state mandate dalla Mutua – spiega il pensionato – per controllare i medicinali di famiglia».
Il signor Antonio e la moglie Clelia, 86enne, hanno aperto le porte di casa alle due sedicenti addette dell’Asl.
«Hanno detto che adesso la Mutua manda il personale a casa agli anziani che hanno bisogno di medicine – dice ancora Lupo – e hanno voluto prendere tutte le targhette, i codici a barre dai medicinali. Con questa scusa una delle donne ha girato per tutta la casa e ha trovato i soldi. Eppure sono sicuro che il mobile dove conserviamo i contanti fosse chiuso. Non capisco come facessero a sapere che avrebbero trovato i soldi proprio lì».
La truffa è però andata a segno. Una delle due donne si è messa a controllare le medicine una a una, e l’altra ha chiesto di andare in bagno e, invece, si è introdotta nella camera da letto dei coniugi.
Nel giro di un paio di minuti l’ha ripulita dei risparmi conservati in due buste per circa 7mila euro fra banconote da 500, da 100 e da 50 euro.
Risparmi accantonati con grandi sacrifici dai due pensionati che ogni mese ricevono un assegno di poco più di mille euro.
«La truffatrice ha forzato il mobiletto e ha preso le buste in cui stavano i soldi. Li avevamo in casa per eventuali emergenze e e per i regali di Natale», spiegano i due anziani.
Il primo ad accorgersi del furto è stato il signor Antonio che dopo aver accompagnato le due signore alla porta ha notato il mobiletto aperto in camera da letto. Ma ormai era troppo tardi. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Rebbio. Dall’Asl di Como, intanto, arriva un appello ai cittadini, invitati a non fidarsi delle persone che bussano alla porta di casa spacciandosi per responsabili dell’azienda sanitaria locale.
«In questi casi chiamate subito le forze dell’ordine», è il monito dell’Asl.

Nella foto:
Clelia e Antonio Lupo, la coppia di anziani truffati da due false addette dell’Asl

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