Falsi addetti Enel chiedono soldi. La società: «Sono truffatori»

Il caso – Numerose segnalazioni alla redazione di cittadini residenti nel Comasco
«Non è in corso alcuna campagna di recupero tariffario»
Si fingono addetti dell’Enel e per telefono, o direttamente al citofono di casa, gettano l’esca. La truffa è ben congegnata. Le vittime innocenti e inconsapevoli sono, di solito, persone sole o anziane.
Gli imbroglioni comunicano agli utenti l’imminente arrivo di una nuova bolletta della luce che deve assolutamente essere pagata in tempi brevi. O suonano al campanello per riscuotere.
Motivazione: un improvviso aumento dei costi dell’energia. Agli ignari cittadini viene così dato
un numero di conto corrente sul quale effettuare il versamento e procedere in questo modo al conguaglio della somma dovuta. Segnalazioni di tale natura sono già arrivate numerose in redazione.
In uno di questi casi la donna contattata per telefono ha avuto la battuta pronta, informando i finti addetti di aver lavorato in passato all’Enel e di essere sicura dell’inesistenza di simili procedure.
Per tutta risposta gli impostori, preoccupati per essere stati smascherati, hanno immediatamente interrotto la comunicazione. Ma questi truffatori non sembrano arrendersi facilmente.
In altri casi, come detto, si sono presentati di persona. Hanno suonato direttamente al citofono dei comaschi per tentare di mettere in atto lo stesso imbroglio domandando soldi in contanti.
Inutile dire che una simile procedura non è assolutamente mai stata autorizzata dall’Enel, che interviene immediatamente per dare alcune indicazioni essenziali e suggerire norme base da seguire in simili circostanze.
«Dopo i recenti episodi, Enel puntualizza che non è in corso alcuna campagna di recupero tariffario. I finti addetti stanno sfruttando la notorietà e l’affidabilità del nostro nome per truffare i cittadini e tentare di estorcere denaro».
Ecco dunque un semplice vademecum. Innanzitutto, non «consegnare mai denaro a estranei. In nessun caso un dipendente Enel può riscuotere soldi. Verificare, inoltre, il numero di conto corrente che è stampato sul bollettino in alto a sinistra. I numeri Enel sono: Enel Energia: 76245836 e 39802244; Enel Servizio Elettrico: 2303; inoltre, nel caso in cui qualcuno si presentasse di persona, pretendere l’esibizione del tesserino Enel di riconoscimento», si legge nella nota.
Per ulteriori informazioni gli utenti possono recarsi al Punto Enel di Como, al numero 89 in viale Innocenzo XI, o chiamare il call center Enel servizio elettrico (800.900.800) ed Enel Energia (800.900.860).
Il rispetto di queste semplici avvertenze ha permesso a molti cittadini di evitare danni e qualche volta ha anche condotto all’arresto dei truffatori.
«L’azione di chi si presenta ai cittadini millantando di essere un dipendente Enel, oltre a costituire una vera e propria truffa che spesso si trasforma anche in furto di denaro e di oggetti di valore, rappresenta un danno all’immagine dell’azienda e di tutti i dipendenti che ogni giorno lavorano con professionalità per garantire il servizio di fornitura dell’energia o per promuovere al domicilio dei clienti le nuove offerte per il mercato libero», viene spiegato da Enel che ribadisce di essere in prima linea contro le truffe e di collaborare costantemente con le forze dell’ordine e le associazioni dei consumatori.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Enel puntualizza che «non è in corso alcuna campagna di recupero tariffario. I finti addetti stanno sfruttando la notorietà e l’affidabilità del nostro nome per truffare i cittadini e tentare in questo modo di estorcere denaro»

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