Falsi amici del principe indagati per truffa

Tra il Lario e il Principato di Monaco
Si sono affidati a un gruppo di persone che millantavano conoscenze di primo piano, tra cui il principe Alberto di Monaco. Hanno deciso di consegnare nelle mani di quei sei monegaschi quasi due milioni di euro per ottenere l’autorizzazione preventiva da parte del governo del Principato per organizzare il Montecarlo Poker Tour, dando il via al loro sogno: quello di diventare i leader mondiali del poker on line. La realtà è stata però diversa, ed è ora rinchiusa in un fascicolo depositato sul
tavolo del sostituto procuratore di Como, Antonio Nalesso, chiamato a investigare sulla presunta clamorosa truffa che avrebbe travolto una piccola e sana società di Campione d’Italia attiva proprio nel campo del poker on line. Perché oltre ai milioni di euro consegnati nelle mani dei sedicenti amici del Principe di Monaco, ce ne sarebbero molti altri – sei milioni – investiti nel sito e nel personale per gestirlo e poi, ovviamente, andati persi. L’aggancio tra le parti risale addirittura al 2008, quando la società di Campione venne coinvolta in un progetto da sogno: organizzare, proprio nella patria del gioco d’azzardo, un mega evento mondiale di poker. Sarebbe, dunque, servita una autorizzazione preventiva del Principato e per questo, dopo aver ricevuto quasi due milioni di euro, si stavano muovendo i sei monegaschi ora scomparsi nel nulla e indagati dalla Procura di Como con l’accusa di truffa. Il pm ha anche chiesto alle autorità del Principato – tramite una rogatoria – notizie di quei sei personaggi che si dichiaravano amici del principe Alberto e che, tra l’altro, si erano qualificati come rappresentanti della Sbm, l’ignara società che detiene la maggioranza dei casinò monegaschi. Al quinto piano del palazzo di giustizia lariano, tuttavia, stanno ancora attendendo risposte a quelle domande.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Clamorosa truffa nel mondo del poker

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