Falso allarme bomba, ma il centro città si ferma per due ore

Impedito l’accesso a piazza Volta e su un lato di piazza Cavour. Si cerca il mitomane
La prima telefonata è giunta alla portineria dello stabile che ospita la sede della banca Intesa Sanpaolo in piazza Volta. La seconda, pressoché identica, al centralino della filiale di piazza Cavour dello stesso istituto di credito. In entrambi i casi, una voce anonima annunciava la presenza di una bomba pronta a esplodere all’interno della banca. Il doppio allarme, trattandosi di obiettivi sensibili, ha fatto scattare un ingente piano di mobilitazione, con l’evacuazione di decine di persone e l’isolamento dell’intera area.
Degli ordigni, però, non c’era traccia. Uno scherzo di cattivo gusto su cui ora indagano le forze dell’ordine, decise a punire il responsabile. L’allarme è scattato pochi minuti dopo le 11. Secondo quanto riferito dall’addetta alla portineria che ha raccolto la telefonata, un uomo italiano ha parlato per pochi secondi, segnalando la presenza di un ordigno.
Nel palazzo di via Rubini-piazza Volta, in pochi minuti, sono giunti i carabinieri di Como e gli agenti della polizia locale.
L’intero edificio è stato rapidamente evacuato e l’area transennata. Decine i curiosi che sono intervenuti per capire che cosa stesse accadendo.
In banca sono entrati in azione gli esperti della scientifica, che hanno poi allertato anche gli artificieri di Milano. I carabinieri hanno raccolto la testimonianza della persona che ha ricevuto la telefonata e dei vertici della filiale, avviando nel contempo i controlli dentro l’edificio.
Mentre lo stabile di via Rubini veniva passato al setaccio, una seconda telefonata, pressoché identica alla prima, è giunta al centralino della filiale di piazza Cavour. Anche in questo caso, una voce anonima annunciava la presenza di una bomba pronta a esplodere. Immediato l’intervento degli agenti della Questura e, ancora una volta, della polizia locale. Seguendo lo stesso copione l’area è stata transennata ed è stato impedito l’accesso a chiunque, mentre tutto il personale presente nello stabile è stato evacuato. Non ci sono state scene di panico né momenti di tensione, anche se la situazione ha suscitato qualche timore.
Non sono stati pochi coloro i quali hanno immaginato che dietro le telefonate giunte in sequenza ai centralini di Intesa Sanpaolo potesse esserci qualcosa di concreto, come appunto una bomba. Gli inquirenti hanno collaborato per verificare il più rapidamente possibile la situazione.
Poco dopo le 13, i militari dell’Arma e gli agenti della polizia impegnati a coordinare l’indagine hanno dato la conferma del cessato allarme. All’interno degli edifici rimasti totalmente vuoti dopo l’evacuazione non era stata piazzata infatti alcuna bomba. Ragionevole pensare quindi che le due telefonate fossero state soltanto uno scherzo di pessimo gusto. Immediato, dunque, il via libera al rientro delle persone in precedenza fatte evacuare e la rimozione dei nastri bicolori che delimitavano le due aree indicate come zone a rischio.
Rientrata l’emergenza, prosegue comunque il lavoro degli inquirenti per individuare il responsabile dello scherzo telefonico di ieri mattina.
I carabinieri e gli agenti della Questura sono decisi a identificare l’autore delle telefonate, che rischia una denuncia per procurato allarme.
Le forze dell’ordine avrebbero già stretto il cerchio sul presunto responsabile.
Il doppio allarme di ieri mattina ha fatto comunque scattare una enorme mobilitazione.
Una precauzione indispensabile, essendo le banche un obiettivo sensibile, tanto più alla luce della posizione centralissima delle due filiali prese di mira. Gli inquirenti hanno vagliato attentamente le segnalazioni e, soprattutto con la collaborazione dei vertici della banca, hanno verificato eventuali segnali di allerta o potenziali situazioni di rischio reale.
Soltanto dopo aver accertato senza ombra di dubbio che non vi fossero negli edifici in questione bombe o altri potenziali pericoli l’allarme è rientrato e la situazione è tornata alla normalità.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il finto allarme bomba ha provocato un vero isolamento del pezzo di città ritenuto a rischio. Per un paio d’ore l’accesso è stato sbarrato dai nastri bicolori collocati dalle forze dell’ordine (foto Mv)

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