Famiglie comasche, quanti debiti. Siamo al settimo posto in Italia

altLo studio della Cgia di Mestre
Ma l’esposizione con le banche è anche sinonimo di redditi elevati
Il bicchiere si può guardare mezzo vuoto o mezzo pieno. Le famiglie comasche sono tra le più indebitate d’Italia con le banche. Se la media nazionale è di 19.251 euro, sul Lario ogni famiglia ne deve 25.267, il settimo valore nella classifica tricolore.
Complessivamente, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 496,5 miliardi di euro. I dati sono riferiti al 2013.

Detto questo, un elevato indebitamento con le banche significa di solito una cifra generata dall’accensione di un mutuo per l’acquisto di una casa, sinonimo quindi anche di un certo reddito. Se si scorrono la prime posizioni della classifica si trovano infatti tutte le province più “ricche” d’Italia, con la laboriosa Lombardia a fare da padrona.

Al primo posto troviamo così Monza Brianza con 27.544, seguita da Milano 27.505, poi Lodi, Varese, Prato, Roma, Como, Bergamo, Trento e Treviso.
Per contro, il Sud d’Italia e le regioni con maggiori problemi a livello occupazionale hanno il debito più basso. Una famiglia di Enna deve in media 8.371 euro alle banche, i sardi dell’Ogliastra 8.435, i residenti a Vibo Valentia 8.742, poi risalendo la china della classifica troviamo Reggio Calabria, Agrigento, Benevento, Isernia, Potenza Avellino, Nuoro, Matera e Oristano.
La Cgia di Mestre, che ha effettuato lo studio, ha inteso per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane, sia i mutui per l’acquisto di un’abitazione, sia i prestiti per l’acquisto di un’auto, di una moto e in generale di beni mobili, ma pure il credito al consumo e i finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.
L’analisi, oltre all’impegno familiare, considera lo scostamento di tali valori dal 2007.
Sia la crisi sia la cosiddetta “bolla” del mercato immobiliare, che ha spinto tanti italiani ad acquistare casa, hanno prodotto l’incremento del debito medio nazionale di ben il 35,1%.
Il picco massimo è stato toccato nel 2011, con il calo delle compravendite del mattone e ora le esposizioni sono in discesa. Se si guarda sempre la provincia di Como, la forbice è più ampia rispetto a quella nazionale. Dal 2007 l’indebitamento è infatti cresciuto del 38,2%. Nulla però in confronto al 52,5% dei livornesi o al 52,3% dei baresi. Anche in provincia di Asti si è superato il 50%, poco meno a Foggia, Frosinone e Pisa. L’inflazione, invece, sempre tra il 2007 e il 2013 è aumentata del 13,4%.
«Con il riacuttizzarsi della crisi – segnala il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – dal 2011 le famiglie italiane hanno preferito indebitarsi sempre di meno, privilegiando il risparmio. Infatti, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, i depositi delle famiglie consumatrici sono aumentati a livello nazionale del 12%, con punte del 28% in Trentino Alto Adige e di oltre il 18% nelle Marche e in Emilia Romagna».
L’aumento delle tasse registrato negli ultimi anni, gli effetti della crisi e la paura che la situazione generale peggiori ulteriormente hanno condizionato le scelte economiche delle famiglie. Meno acquisti, meno investimenti e più risparmi. Per la Cgia, infine, si sta facendo strada un fenomeno pericoloso: «Oggi le banche non concedono prestiti alle famiglie più deboli che rischiano di finire nelle mani degli usurai».

Paolo Annoni

Nella foto:
La provincia lariana ha visto crescere i suoi impegni con gli istituti di credito del 38,2% dal 2007 al 2013

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