Famiglie numerose dal prefetto. «La manovra ci taglia 4mila euro»

Cosimo Prete: «Non domandiamo soldi, o pietà, solo giustizia»
Un’insolita delegazione è stata ricevuta ieri mattina dal prefetto di Como, Michele Tortora. Intorno alle 10 due papà, due mamme e i loro 17 ragazzi hanno “invaso”, zaini in spalla, il palazzo del governo in rappresentanza dell’associazione famiglie numerose.
«La situazione di questi particolari nuclei familiari (in provincia di Como sono circa 1.800 le famiglie con quattro o più figli, requisito per essere annoverati nella categoria) è al collasso – ha detto Cosimo Prete che con

la moglie deve gestire ben 9 figli – I dati sulla situazione di crisi economica e demografica sono drammaticamente noti e manca da noi una politica familiare organica. Bisogna fare qualcosa contro l’iniquità del fisco». Un grido d’allarme che il prefetto di Como «ha subito recepito. In tutta Italia anche le altre sedi distaccate dell’associazione hanno segnalato il problema. Noi siamo stati subito ascoltati», aggiunge Prete.
I numeri, benché freddi, servono a inquadrare meglio la situazione. «In conseguenza delle recente manovra – spiega Prete – abbiamo stimato che una famiglia di 6 persone si troverà a dover sborsare circa 4mila euro in più l’anno». Il prefetto, ricordando ai ragazzi di provenire anche lui da una famiglia numerosa con quattro figli, ha ribadito il ruolo strategico della famiglia.
«In un momento di grave crisi – ha detto Michele Tortora – anche a Como se non ci fossero le famiglie a sostenere la rete sociale, sarebbe altissimo il rischio di un tracollo. Aiutare e riconoscere questi nuclei è un investimento sul futuro e un’ottima strategia per superare la crisi». Parole pronunciate sotto lo sguardo attento dei bambini, tutti di età compresa tra i 4 e i 18 anni, che una volta usciti hanno però subito rivestito i panni a loro più congeniali, estraendo dagli zaini scatole stracolme di figurine per giocare. L’associazione nazionale famiglie numerose, nata nel 2004 per difendere e tutelare i diritti dei nuclei familiari numerosi, conta oggi circa 12mila iscritti in Italia.
«Non domandiamo né soldi, né pietà – ha spiegato sempre Cosimo Prete – chiediamo giustizia e l’applicazione della Costituzione. Invece per ogni manovra finanziaria che passa, il ruolo della famiglia viene frustrato. Sempre più relegato e non tutelato. Eppure noi siamo portatori sani di futuro e solidarietà. È inaccettabile che il sistema fiscale chieda tasse solo sulla base delle entrate senza considerare quanti siano effettivamente coloro che usufruiscono di queste entrate». Insomma, il tanto promesso quoziente familiare (un meccanismo di tassazione che dovrebbe garantire alle famiglie numerose, a parità di reddito, di poter pagare meno tasse) non solo «è diventato una chimera, ma viene ormai applicato al contrario, chi ha più figli più paga», aggiunge Prete.
Le famiglie numerose manifesteranno il 12 ottobre davanti a Montecitorio. A Como il prossimo passo «sarà quello di farsi ascoltare dai parlamentari e dai politici presenti nei diversi livelli istituzionali anche se per ora tutto tace», conclude.
Dopo tante parole però la famiglia chiama. «Tra poco bisogna andare a preparare da mangiare – dice Angela Maria Capone che deve “comandare” ben 9 figli – E da noi preparare la tavola è un vero lavoro».
Un semplice piatto di spaghetti «equivale a dover preparare un chilo e mezzo di pasta ogni volta. Basterebbe vederci quando andiamo a fare la spesa per rendersi conto di quanto si deve investire per mandare avanti una famiglia splendida e che adoro in modo totale ma impegnativa», conclude circondata dai figli una sorridente Angela Maria.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il prefetto di Como, Michele Tortora, in un momento dell’incontro con le famiglie numerose avvenuto in via Volta ieri mattina

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