Cronaca

Farmacia multata per la croce. Confcommercio mostra la “prova”

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Pubblicità e contravvenzioni
Ma l’assessore Pusterla ribatte: «È stato un errore di Ica»

(d.cant.) Il caso c’è e non è una bufala.
Una farmacia di Como ha effettivamente ricevuto una contestazione per la croce luminosa. Simbolo non solo tradizionale per le strutture che commerciano in medicinali, ma necessario per indicare, quando acceso, l’operatività dell’esercizio.
Ancora una volta al centro delle polemiche la vicenda Ica, società che per conto del Comune controlla e sanziona i negozi comaschi sul fronte pubblicitario.
In meno di due settimane sono emerse

multe a raffica per oltre 2mila casi di presunta evasione dell’imposta. Sanzioni che hanno toccato gli associati di Confcommercio e Confesercenti.
Le associazioni di categoria quindi si sono gettate in prima linea denunciando apertamente quelle che ritengono essere contestazioni non legittime. «Deve essere chiaro che la società Ica porta per intero il peso di un comportamento al limite dell’irresponsabile (e dell’intimidatorio)» è arrivata a dire Confesercenti, mentre Confcommercio ha definito il balzello “delirium tax”.
Migliaia di casi in discussione, dunque. Tra questi nei giorni scorsi è spiccato l’episodio di una farmacia sottoposta a contestazione per, appunto, l’insegna luminosa.
In un primo tempo, secondo quanto aveva fatto sapere l’assessore Giulia Pusterla – titolare della delega alle politiche Tributarie – dopo un confronto con Ica, pareva che il fatto non fosse dimostrabile. Non sembrava infatti che dell’episodio vi fosse riscontro nei database della società di via Dottesio.
Ieri, però, Confcommercio Como ha fornito una copia del documento (nella foto, Su richiesta dei titolari Confcommercio non ha diffuso i dati dell’esercizio).
Tre righe dove, tra l’altro, si sanziona la farmacia proprio a causa del cartello crociato e lampeggiante.
«Il caso esiste» ha detto Osvaldo Filippini, funzionario dell’Ente di via Ballerini.
«Prove alla mano – dice – possiamo dimostrare l’episodio. È solo una delle tante assurdità riscontrate nel caso Ica».
La risposta dell’assessore è arrivata immediatamente.
«È stato un errore – dice Pusterla – un caso singolo, fa parte del principio generale per cui gli errori si cancellano, è evidente che questa contestazione sarà annullata».
«Non c’è alcuna volontà di nascondere episodi del genere – sottolinea – Chi lavora sbaglia».
«Chiediamo scusa e annulliamo – aggiunge – ma si tratta di una svista di Ica». Ciò detto, Pusterla rimarca quanto puntualizzato anche nei giorni scorsi: «Le sanzioni si pagano» dice e aggiunge «mi preme far notare che alla farmacia in questione sono state sottolineate altre situazioni non regolari e per quelle dovrà regolarizzarsi. Su un totale di 1.030 euro contestati l’errore per la croce pesa per 130».

Nella foto:
La multa.
A sinistra, il documento che indica la sanzione a causa della “croce luminosa” della farmacia. Sotto, la sede della Ica in via Dottesio
5 Nov 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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