Fase due per Politeama e Patria

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Guardiamo il bicchiere mezzo vuoto. Usciti dalla quarantena troviamo un’Italia arruffata, sgualcita più di prima, preda dei soliti  pregiudizi  e dei  soliti stereotipi. Più sporca, abbandonata, facile preda di seduzioni che mirano alla pancia e non richiedono l’uso dell’intelletto. 

Guardiamo ora il bicchiere mezzo pieno: per molti si tratta di cambiare vita, di svoltare sul serio, c’è tanto da fare, il superfluo è stato spazzato via e c’è da rimboccarsi le maniche e onorare nella prassi la memoria di chi il virus ha portato più via, la  generazione di chi ha  ricostruito il Paese dopo la dittatura e la guerra e paga il prezzo in vite umane più alto con la pandemia. Dove sta il vero, nell’ottimismo della volontà o nel pessimismo della ragione? O nella zona grigia, nella linea mediana, sottile linea di serenità consapevole e disillusa che va messa alla   prova tutti i giorni? Veniamo a due esempi pratici. 

Parte la fase due anche per la cultura: i musei timidamente riaprono, si sente  in lontananza qualche accordo di pianoforte destinato ai concerti estivi rigorosamente all’aperto. Due beni pubblici, l’ex cinema Politeama  e  il piroscafo Patria, hanno di fronte un percorso difficile di ripartenza, in salita ma  non impossibile, spieghiamo perché. Il piroscafo da tempo ormeggiato a Villa Olmo ha ottenuto dal ministero il via libera per tornare a navigare, con costosi adeguamenti finalizzati al turismo lacustre. Che è tuttora una enorme incognita.  La  società di gestione avrà a breve un incontro con l’amministrazione provinciale proprietaria del natante per fare il punto della situazione. I  responsabili della società  si dicono pronti a riprendere «con forza ed entusiasmo».

Necessari, di fronte a una impresa così ardua. Altrettanto richiede il fronte dell’ex cineteatro.  Il proprietario  all’82 per cento, ossia il Comune, dovrà dire l’ultima parola in merito al futuro dell’immobile, tuttora in vendita. Si è in  attesa di  compratori che nella situazione attuale forse si orienteranno su  proprietà immobiliari meno scalcinate  e  immediatamente redditizie.

Pare all’orizzonte un progetto per mettere a reddito le facciate con  affissioni pubblicitarie, ma intanto occorre mantenere il bene in sicurezza  perché le infiltrazioni di umidità  minacciano seriamente la struttura. La  natura culturale del bene, altro fattore che complica il gioco, dovrà essere mantenuta. Ma chi va più al cinema o a teatro con il virus tra i piedi? Se non si è ottimisti, non si va avanti di un metro. 

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