Favara contro Lucini: «Adesso basta, tacere è impossibile»

favaraLettera aperta del consigliere comunale Pd
«Siamo un branco di pecore guidate da un pastore cieco. I cittadini si aspettavano altro»

(da.c.) «Un gregge di pecore allo sbando, guidate da un pastore cieco». La metafora agreste è di quelle che lasciano il segno. Ma che bene si adattano ai tempi difficili della politica cittadina, attraversata da fibrillazioni interne alla maggioranza da due anni al governo del capoluogo lariano.
Gioacchino Favara, sindacalista Uil e consigliere comunale del Pd a Palazzo Cernezzi, è uno dei pochi nel centrosinistra ad avere avuto la voglia e la forza di alzare la voce.
Di fronte alle chiarissime difficoltà in cui si dibatte la giunta Lucini, Favara ha più volte detto apertamente la sua, tentando spesso senza successo di far cambiare rotta a una nave a volte in balìa di sé stessa. Dopo le ultime vicissitudini, il

consigliere Pd ha deciso di scrivere una lettera aperta ai colleghi di partito che con lui siedono sui banchi di Palazzo Cernezzi.
Ne è venuto fuori un documento duro, che è anche un atto d’accusa impietoso verso un esecutivo ritenuto da Favara immobile e incapace di dare risposte ai bisogni dei cittadini. «I cittadini ci hanno affidato il sogno di trasformare la città, di renderla più bella e accogliente, più pulita, più funzionale, più efficiente – scrive Favara – Sarebbe opportuno chiederci: l’azione messa in campo sta producendo i risultati sperati dai cittadini? Il motto di Mario Lucini in campagna elettorale era “Ascolto e partecipazione”. Che cosa è successo, allora?». Il sindaco, si chiede l’esponente dei Democratici, «è diventato forse sordo?».
Il «grido di disperazione dei commercianti», dice ad esempio Favara, era talmente alto da consigliare una «ragionevole» riapertura delle trattative. Ma è l’atteggiamento di chiusura del primo cittadino a essere contestato dal consigliere Dem.
Il quale invita i colleghi di partito a una sorta di ribellione. «Non possiamo continuare a tacere perché, in questo modo, sembriamo un gregge di pecore allo sbando guidate da un pastore cieco. Noi rappresentiamo il Partito Democratico, il gruppo politico che ha la responsabilità di garantire una corretta amministrazione della città. Vi sembra che i cittadini ci stiano considerando tali? Faccio appello al vostro amore per la città e al vostro senso civico – aggiunge Favara – per dirvi che dobbiamo cominciare a fare politica, dettare l’agenda della giunta e lavorare a un progetto programmatico che abbia una visione per i prossimi 3 anni. Soprattutto, è necessario  riconciliarci con la città e con tutte le associazioni che oggi ci vedono come nemici. Abbiamo un dovere verso Como, ma soprattutto verso i comaschi, e non possiamo rinunciare al nostro ruolo», conclude Favara.

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