Faverio verso l’addio alla giunta. La diaspora dei leghisti storici colpisce ancora Palazzo Cernezzi

Dopo i casi di Lionetti e Peverelli, un altro big (forse) lascia
La “maledizione” padana rischia di colpire ancora il Comune di Como. Ma questa volta non c’entra la storica questione della Lega di lotta e di governo, che sovente fa tremare alleanze e coalizioni del momento (con il Pdl, tendenzialmente). Qui la storia è tutta comasca. E ha il suo centro naturale a Palazzo Cernezzi, sede di mille trame e – per stare all’attualità – di quasi altrettante fughe verso l’altrove. Ma saliamo sul Carroccio.
La notizia più recente – o meglio, l’indiscrezione

più fondata delle ultime ore – riguarda un nome storico dei padani del capoluogo: Maurizio Faverio. Trentasei anni a fine ottobre, Faverio è (ed è stato) per anni il volto giovane e ultra-ortodosso del verbo leghista in Comune. La più celebre battaglia dell’interessato resta certamente quella per chiudere l’allora moschea abusiva di via Domenico Pino, a Camerlata. Ma sempre in tandem con l’amico-collega consigliere Guido Martinelli (per inciso: anche quest’ultimo starebbe meditando un addio alla politica istituzionale pur rimanendo fedele al Carroccio), Faverio – sin da quando, all’inizio degli anni 2000, la Lega era partito di opposizione – è stato in prima linea in tutte le campagna più “tipicamente” leghiste. Capogruppo in Comune nel primo mandato Bruni, assessore nel secondo in via di conclusione, nel 2010 l’ormai ex “enfant prodige” targato Bossi ha tentato il grande salto verso il Pirellone. Senza successo. E forse proprio in quel momento si è rotto qualcosa. Quel che è certo è che di sicuro, dalla primavera di un anno fa, Faverio è sostanzialmente sparito dalla scena pubblica. Apparizioni sempre più rade, assenza quasi assoluta dalle polemiche politiche, grande impegno concentrato sulla delega alle Politiche giovanili ma lontano dai riflettori (e, permetterà l’assessore, anche dalle partite che contano davvero in municipio).
A chiudere un cerchio fatto di rapporti sempre meno felici con gli altri colleghi di giunta (e puntellato anche da qualche insofferenza di troppo, ricambiata, per una parte dei vertici leghisti), ecco un recente nuovo lavoro. A Milano, nel campo della moda. Ma soprattutto con tanti aerei da prendere per volare ben oltre la verde Padania. E una conclusione comunicata dall’assessore padano a partito, primo cittadino e amici più fidati: «Continuare così, con il rischio di non partecipare per settimane intere a giunte e consigli comunali fino alle prossime elezioni, sarebbe insostenibile per tutti».
Ecco, quindi, il doppio colpo di scena: alla fine di agosto, il confronto con il segretario provinciale del partito, Cristian Tolettini, per valutare insieme l’addio al Comune e le possibili candidature per la successione; poi, subito dopo, la lettera destinata al sindaco di Como, Stefano Bruni, contenente le dimissioni da Palazzo Cernezzi. Due passaggi forti, segnati da un’intesa piena con Tolettini e da qualche tensione in più con Bruni, se non altro perché il sindaco tutto vorrebbe tranne che perdere anche Faverio dopo aver già subìto il recentissimo addio di Diego Peverelli. Eppure la sensazione è che la strada sia tracciata e che i tempi dell’addio siano scanditi solo dalla più o meno rapida individuazione del sostituto di Faverio (in pole position sarebbero il capogruppo, Giampiero Ajani, l’ex segretario cittadino, Angelo Sala, il manager Alberto Mascetti).
In attesa della scelta finale, resta il fatto che dopo l’addio al partito, nel 2009, di Emanuele Lionetti (ex capogruppo ed ex assessore leghista, ora in un soggetto civico) e dopo la trasmigrazione forzata di Diego Peverelli in Provincia nel luglio scorso, si può dire che il Carroccio di Como, a Palazzo Cernezzi, abbia perso il volto storico. E del profilo nuovo ancora non vi è traccia.

Emanuele Caso

Nella foto:
Vecchia guardia
Maurizio Faverio, 36 anni a ottobre, rappresenta la vecchia guardia del Carroccio a Palazzo Cernezzi (foto Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.