Febbraio sarà decisivo per il futuro del cinema Gloria

Il cinema Gloria, in via Varesina a Como

Dura la vita di chi gestisce un cinema monosala ai tempi dei multisala e dei film disponibili su Internet.
Lo sa bene la parrocchia di San Bartolomeo a Como, che in qualità di proprietaria regge i destini dell’Astra, storico cinema che ha mezzo secolo alle spalle ed è tuttora chiuso al pubblico in attesa di lavori di adeguamento. Si spera possa riaprire in primavera per ospitare il “Festival del cinema italiano” di Paolo Lipari, si lavora alla 14ª edizione.
L’altra storica monosala, il Gloria, naviga a vista in mezzo ai marosi. Come spiega Enzo D’Antuono, presidente del circolo Xanadù che lo ha in gestione, per le prossime settimana per la struttura di via Varesina si prospetta una sfida importante. Compie settant’anni il Cinema Gloria, o Spazio Gloria, come si chiama da 2007. È rimasta, con l’Astra di viale Giulio Cesare, l’unica sala monoschermo per il cinema d’autore a Como, oltre a ospitare spettacoli, concerti e dibattiti. Un traguardo importante per la struttura di via Varesina, rimessa in piedi dal Circolo Arci Xanadù, dopo la chiusura decretata dall’arrivo dei vicini multisala.
Data la volontà della proprietà dell’immobile di mettere il Gloria in vendita, si è presentata la necessità di un piano strategico. Il contratto con l’attuale gestione scade nel maggio 2020. Si tratta di un’operazione complessa.
«Abbiamo avviato la trattativa con la proprietà – dice D’Antuono – con loro abbiamo concordato un percorso che ci dia il tempo per realizzare il capitale e stiamo trattando sul prezzo. Con un istituto di credito abbiamo avviato la richiesta di mutuo per realizzare una parte della somma occorrente. Inoltre abbiamo avviato un sondaggio fra soci e frequentatori del Gloria per verificare il gradimento di questa iniziativa e contattato singolarmente diversi personaggi della cultura, dello spettacolo e dell’associazionismo per creare con loro un comitato promotore. Se tutto va bene entro la prima metà di febbraio lanceremo ufficialmente la campagna».
Il documento
«Come previsto, l’ipotesi di vendita del Gloria che abbiamo ventilato a settembre si fa concreta, ce lo ha comunicato il proprietario in questi giorni – scrive l’Arci in una lettera aperta appena diffusa – Il nostro proposito è provare a fare tutto il possibile per preservare questo bene alla cultura e alla collettività, ci pare persino doveroso dopo tanti anni di attività. Stiamo lavorando ad una ipotesi di acquisto collettivo, una sorta di azionariato popolare che permetta di costituire almeno una parte del capitale necessario all’acquisto. Un’ipotesi che per quanto difficilissima ci sembra l’unica praticabile». «Al momento siamo ai preliminari, attendiamo dalla proprietà la richiesta economica (all’oggi conosciamo solo il possibile range), nel frattempo stiamo discutendo con la banca per un mutuo e ragionando sul percorso (tempi, modi e cifre) che realisticamente si potrebbe attuare», prosegue la lettera. A metà gennaio sarà fissato un incontro per dar vita al comitato promotore.
Lorenzo Morandotti

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