Fecondazione eterologa, parla la Regione. Gallera: «Presto la banca dei gameti al Niguarda sarà realtà»

Giulio Gallera

Due milioni di euro per avviare una banca dei gameti all’ospedale Niguarda di Milano, che dovrebbe essere un riferimento per tutte le strutture lombarde. L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera assicura in tempi brevi l’avvio, nelle strutture pubbliche, del percorso per la fecondazione assistita eterologa, con il ricorso cioè a un donatore esterno alla coppia.
L’eterologa è consentita in Italia dal 2014, ma i centri pubblici di procreazione assistita lombardi sono ancora fermi al palo. Ed è di conseguenza boom di procedure nelle strutture private. Cliniche d’oltreconfine, soprattutto in Svizzera, ma pure sul territorio nazionale.
La clinica Le Betulle di Appiano Gentile, che ha un centro specializzato, si trova al terzo posto in Italia per numero di procedure. «La Banca regionale di crioconservazione dei gameti maschili e femminili sarà presto una realtà – dice l’assessore Giulio Gallera – Si tratta di un percorso delicato, che procede però senza indugio. La giunta regionale, con una delibera del 17 dicembre scorso ha indicato uno stanziamento fino a 2 milioni di euro per l’avvio e per il primo anno di attività della banca dei gameti, che sarà gestita dall’Asst Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda, un’azienda che ha le necessarie caratteristiche e competenze tecniche», aggiunge.
Dall’inizio del 2018 la fecondazione eterologa è stata inserita tra le prestazioni erogate nell’ambito del sistema sanitario regionale, con il solo pagamento del ticket.
La procedura non può decollare però senza la banca dei gameti.
«Proprio in questi giorni, la direzione welfare sta valutando il piano operativo presentato dal Niguarda – fanno sapere dalla Regione – Nelle prossime settimane, l’allocazione delle risorse sarà formalizzata e la creazione della banca verrà avviata a tutti gli effetti».
«L’azione regionale – conclude l’assessore Gallera – si è resa necessaria dopo aver verificato la scarsa disponibilità di gameti provenienti da donatori, nei centri di conservazione. Abbiamo provveduto ad avviare questa fase operativa molto importante affinché le procedure di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo siano concretamente realizzabili sul territorio regionale».

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