Federica Brunini racconta come è nato il romanzo “La circonferenza dell’alba”

Federica Brunini

A sei anni da Il bacio dell’Assunta del comasco Giovanni Cocco, Feltrinelli punta ancora su un romanzo ambientato sul Lario, lago diventato ormai brand culturale, La circonferenza dell’alba di Federica Brunini.
Dove il Lago di Como viene definito «il più glamour d’Italia». Ma non c’è solo George Clooney ad aleggiare in queste pagine. C’è soprattutto il Lario romantico che ha dato ispirazione a tanti artisti e che vive di simboli emozionali come la Sagra di San Giovanni, che quest’anno non avrà luogo causa pandemia. Il momento in cui si accendono tanti fuochi, fino all’alba. E così accade anche alla protagonista del romanzo, Giorgia, in gioventù. La sagra lariana con i fuochi sull’Isola Comacina sarà galeotta per far scoppiare la scintilla dell’amore dei suoi vent’anni.
Ma la storia vede Giorgia tornare sul lago vent’anni dopo, in Tremezzina, dopo tanti viaggi in Paesi lontani e sofferenti per raccogliere fondi per una Ong che salva donne e bambini. Motivo pratico del ritorno è vendere Villa Carla, la dimora avita. Quello segreto è fare i conti con il proprio passato. Inizia così un viaggio nella memoria che ci regala personaggi soprattutto femminili a tutto tondo, capaci di segnare nuove prospettive nella narrazione della donna dei nostri tempi al di là di facili quanto logori stereotipi.
L’autrice, Federica Brunini, è scrittrice e giornalista ed è stata a sua volta responsabile della comunicazione per Ong e istituzioni, in Italia e all’estero. «Ma Giorgia non sono io – dice – e non sono nemmeno comasca anche se il Lario l’ho nel cuore. I miei genitori si sono sposati sul Lago di Como e per questo quando ho iniziato a immaginare la storia di una famiglia che andava a intrecciare e dipanare i suoi fili ho voluto ambientarla sul Lario che per me è da sempre qualcosa di molto intimo e caro».
«Il libro parla anche di un ritorno a casa e questo ha coinciso con il mio, reale, ritorno in Italia dopo tanto tempo. Ovunque andassi in questi anni come giornalista di viaggi ho capito che il Lago di Como è ormai un brand internazionale, ha davvero saputo trasformarsi nella meta più appetibile del nord Italia».
«Nel romanzo – prosegue – ho messo la voglia che ciascuno ha di noi di capire quello che ha vissuto per guardare avanti: non si dà viaggio senza ritorno».
Il romanzo è la storia di una famiglia, che poi sono tante famiglie intrecciate, tra passato, presente e futuro. Anziani, giovani, donne e uomini già maturi. E la pandemia ci ha fatto fare i conti proprio con i rapporti familiari. «Guscio e per qualcuno gabbia, il tema della famiglia fa diventare questo libro senza volerlo molto attuale. Racconto storie intense e a volte anche drammatiche ma dando sempre messaggi costruttivi. Voglio che questo mio romanzo sia colto come segno di resilienza dopo tutto quello che abbiamo vissuto. Proprio perché parla di prove della vita, di lutti e dolori che la vita ci pone di fronte e che siamo chiamati a elaborare e sopportare e superare».

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