Federico Cattaneo: «Un posto a Tokyo doveva essere mio»

Federico Cattaneo

Lo hanno citato sia Marcell Jacobs che Federico Tortu: nelle interviste dopo la strepitosa vittoria della 4×100 di atletica alle Olimpiadi di Tokyo non è mancata una dedica per Federico Cattaneo.
Il comasco di Rovellasca, portacolori dell’Aeronautica Militare, è stato fino all’ultimo in predicato di partire per i Giochi in Giappone, poi sono state fatte altre scelte e con gli stessi Tortu e Jacobs sono stati promossi titolari Lorenzo Patta e Fausto Desalu.
Proprio Cattaneo faceva parte del quartetto che non più tardi di due anni fa a Doha aveva conquistato il record italiano della specialità; con il lariano, Tortu e Jacobs c’era Davide Manenti.
Marcell Jacobs è stato il primo a ricordare il rovellaschese nelle interviste post gara: «Prima di entrare in pista, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di incredibile. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro, con tutti, con gli altri staffettisti che sono qui a Tokyo e con chi è rimasto a casa e sta facendo il tifo, come Federico Cattaneo e Roberto Rigali, che non sono a Tokyo insieme a noi, ma che ci hanno accompagnato in questi anni».
Un concetto confermato anche dal giussanese – nostro “vicino di casa” – Filippo Tortu: «Difficile parlare della mia frazione e non di noi, la staffetta si corre in quattro. Grazie al professor Filippo Di Mulo e a Giorgio Frinolli che ci hanno seguito in questi anni. A tutti i compagni, a Manenti, Polanco e Infantino che sono qui, a Cattaneo e Rigali che sono a casa».
Federico Cattaneo, dal canto suo, ha sicuramente gradito il pensiero degli amici azzurri, ma allo stesso tempo ha visto crescere la sua delusione per non essere stato chiamato a far parte di una spedizione che si è rivelata storica.
«Ringrazio molto per essere stato ricordato – afferma Federico, classe 1993 – Abbiamo lavorato tanto per un grande risultato, ci siamo sempre impegnati negli allenamenti in gruppo per provare e riprovare i cambi. La nostra squadra ha coronato il sogno di tutti noi». Poi la conclusione con un pizzico di amarezza: «Sono felicissimo per loro, ma molto deluso dalla non convocazione perché, come hanno riconosciuto i ragazzi citandomi, forse un posto ai Giochi di Tokyo doveva essere mio».

Foto Colombo/Fidal

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.