Fenomeno Cantù

Basket – Dopo la storica vittoria contro il Maccabi Tel Aviv, la Bennet si gode il suo momento magico europeo. L’obiettivo è concedere il bis in campionato
«Noi ci siamo, ora vediamo cosa succede, dopo tutto sognare non costa nulla». Parole e musica dolci quelle di Gianluca Basile, lui primo tenore della grande Bennet Cantù che giovedì sera le ha suonate al Maccabi Tel Aviv rinverdendo i fasti di un passato leggendario e aprendo ancora di più la porta verso i quarti di finale di Eurolega.
Il “Baso” quando sente aria di Europa si trasforma e in barba ai suoi 37 anni appena compiuti si conferma un campione decisivo, senza età e senza tempo
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Così mentre coach Andrea Trinchieri se lo coccola definendolo: «Semplicemente illuminante», Dan Peterson, uno che di basket e di campioni se ne intende, giovedì al Paladesio davanti ai numeri e alle triple del “Baso” è rimasto senza parole dedicandogli addirittura un inchino. «Sono sincero e non trovo più aggettivi per il Baso, li ho usati tutti: unico, mitico, leggendario – ha detto Peterson – Dopo la grande partita contro il Maccabi ora lo definirei il Supereroe di una squadra che lotta su ogni pallone e in ogni momento sa trovare una soluzione giusta per andare a canestro. Basile è un campione di altri tempi che sa essere decisivo perché segna sempre canestri pesanti, quelli cioè che fanno vincere le partite. Per questo è super alla faccia dell’età».
Lui il “Baso” giovedì è uscito tra gli applausi e con un sorriso grande così perché lui vive per le partite come quelle contro il Maccabi. «Sono contento per la mia prestazione – spiega il giocatore – perché per ritornare in questa condizione dopo un anno di stop ho lavorato duro con il nostro preparatore Sam Bianchi».
«Ma specialmente sono felice per la squadra che ha giocato una grande partita e per i nostri incredibili tifosi» aggiunge Basile.
Ma quale è stata la chiave della vittoria? «Volevamo giocare subito una gara aggressiva e ce l’abbiamo fatta – dice ancora il giocatore della Bennet – Abbiamo aggredito la partita con una prova di forza mentale e fisica. Siamo stati bravi soprattutto in difesa contro una grande squadra come il Maccabi, più abituata rispetto a noi a queste sfide».
«Se giochi con intensità e aggressività in difesa allora riesci a trovare il ritmo anche in attacco e così è stato – sostiene Gianluca – Il pallone è circolato benissimo merito anche dei nostri lunghi che hanno fatto un ottimo lavoro non solo piazzando blocchi perfetti ma aprendo gli spazi per noi esterni che abbiamo avuto così tanti tiri aperti». Le quattro triple di Basile hanno di fatto spaccato la partita con quella di Greg Brunner che coach Trinchieri ha definito «incosciente nella sua grandezza». Ora il “Baso” guarda avanti e pensa anche al campionato, dove la sua Bennet non riesce a trovare ancora il passo dell’Eurolega.
«Francamente non so proprio come spiegare questo doppio rendimento – spiega – È una situazione strana: in Eurolega battiamo squadroni come il Maccabi, mentre in campionato siamo un po’ fermi. Forse non siamo abituati a preparare in pochi giorni le partite; certo è che in Eurolega ci presentiamo più concentrati. Ecco dobbiamo crescere sotto questo punto di vista ma ci stiamo lavorando: l’importante però è che ci stiamo divertendo e partite come quella con il Maccabi lo dimostrano. E dimostrano che ci siamo e vogliamo continuare a fare bene per i nostri tifosi? Dopo tutto sognare non costa nulla, no?».
Chi cerca di tenere i piedi per terra è coach Andrea Trinchieri anche se non vuole mascherare la sua soddisfazione dopo l’impresa di giovedì: «È stata la nostra migliore partita in Eurolega per continuità e qualità di gioco – afferma il coach – Abbiamo conquistato una grande vittoria giocando con l’atteggiamento giusto. Rimane un po’ di amaro in bocca perché avrei voluto realizzare l’ultimo canestro del +10. Ma devo essere onesto: se mi avessero detto prima della gara che avrei vinto di 8 punti sarei stato felice. Giovedì andremo a Tel Aviv con fiducia e con un bel tesoretto da difendere».
Come Basile anche Trinchieri ora guarda al campionato e alla gara contro Venezia di domani a Cucciago. «Perché battiamo il Maccabi e dopo aver perso tre gironi prima a Sassari? In verità è che l’Eurolega ci costa tantissimo in termini di concentrazione ed energie. E poi in campionato sono lì ad aspettarci riposati e agguerriti. Scherzi a parte, spero di riuscire a trarre qualche insegnamento per avere la stessa continuità in serie A, a partire da domani. Rimane comunque la soddisfazione per aver visto una squadra che ha dato una grande risposta dopo una prestazione così così a Sassari».
Felice anche l’americano Maarten Leunen: «Con il Maccabi – dice – abbiamo dimostrato di essere un grande gruppo, che ha messo grande energia su ogni pallone e che è rimasto compatto nei momenti difficili. Ora dobbiamo fare lo stesso domani con Venezia in una partita che per noi è di fondamentale importanza».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Georgi Shermadini esulta dopo la gara dell’altra sera in un PalaDesio strabocchevole d’entusiasmo per la vittoria della Bennet Cantù contro il fortissimo Maccabi Tel Aviv. Ora i brianzoli tornano a concentrarsi sul campionato

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