Fermato presunto topo d’appartamento. Indagine aperta anche per riciclaggio

L'auto fermata dai carabinieri di Olgiate Comasco

Sono la nuova frontiera nella lotta alla criminalità. Stiamo parlando delle telecamere con il sistema di lettura delle targhe, che permettono di segnalare alle forze dell’ordine (con degli appositi allarmi) il transito di autoveicoli che sono stati inseriti nel database in quanto sospetti. Un sistema che è attivo e molto operativo a Olgiate Comasco. È di queste ore infatti la seconda operazione nel giro di pochi giorni. La prima era stata per il rintracciamento di una vettura rubata. Nella serata di martedì invece, il sistema di telecamere ha attirato l’attenzione dei carabinieri della stazione del paese in quanto era stata segnalata la presenza sul territorio di un’auto sospetta, ritenuta attiva in una serie di furti di abitazione che si erano verificati nell’Olgiatese.

Per questo motivo i carabinieri si sono posti all’inseguimento della vettura, intercettata nel territorio del comune di Solbiate con Cagno. Una volta sul posto uno dei due uomini nei pressi dell’auto si è allontanato a piedi, facendo perdere le proprie tracce, mentre il secondo ha cercato di scappare, prima in macchina poi a piedi, venendo fermato poco dopo. Si tratta di un albanese residente a Milano (ma di fatto senza fissa dimora) di 41 anni.
Nell’auto che era stata segnalata dalle telecamere, è poi stato trovato un po’ di tutto: piedi di porco, arnesi da scasso, passamontagna e anche un sistema di radioline per rimanere in contatto nel caso di un eventuale sopraggiungere delle forze dell’ordine.

Non è tutto: da successivi controlli effettuati dai carabinieri di Olgiate, è emerso che il 41enne – con un altro alias – era stato espulso dall’Italia per un periodo di 10 anni fin dal 2015. Per tutti questi motivi l’albanese è finito ieri a processo per direttissima. L’arresto è stato convalidato dal giudice che ha poi disposto la permanenza in carcere del sospettato in attesa di una nuova udienza. Le indagini dell’Arma tuttavia proseguono: l’auto è risultata rubata con una denuncia formalizzata a Misinto a inizio dicembre. Ma c’è di più: le targhe sono risultate false, intestate ad un prestanome residente nella provincia di Foggia che era intestatario di una lunga serie di altre targhe e sul contro del quale verranno ovviamente fatti accertamenti. L’albanese invece è stato iscritto sul registro degli indagati anche per l’ipotesi di reato di riciclaggio, che colpisce anche chi modifica targhe (o le sostituisce) con il fine di non rendere riconoscibile una vettura rubata.

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