Fermi: «Lombardia destinata alla zona rossa»

Emergenza sanitaria Covid a Como

Quello che si temeva, con la violenta corsa delle varianti del virus è ormai quasi certo.
«Tutti gli indici ci portano a pensare che la Lombardia possa entrare in zona rossa lunedì prossimo».
Parole di Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale della Lombardia, in una intervista rilasciata ieri pomeriggio nelle redazioni di Espansione Tv e “Corriere di Como”. «Gli ultimi dati non sono purtroppo confortanti – ha aggiunto Fermi – La decisione ufficiale è attesa per le prossime ore ma ormai il destino sembra segnato. I principali indicatori che si seguono in questi casi sono unanimi a indicare questa strada. L’indice Rt, che ci dice quante persone possono essere contagiate da una sola persona, è ben oltre la soglia dell’1,25 (siamo infatti attestati a quota 1,27), poi c’è il fatto che abbiamo superato i 250 casi ogni 100mila abitanti (siamo ormai attestati ben oltre quota 300) e il tasso di incidenza rispetto alle terapie intensive e sub-intensive è allarmante in alcune zone, specie nel Bresciano. Insomma sono tre dati che non fanno ben sperare. Gli ultimi dati regionali non sono confortanti».

Mario Draghi
Mario Draghi (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Ma cosa cambierà per i lombardi che si trovano già in fascia arancione rafforzato? Solo per fare gli esempi più concreti, con il passaggio alla fascia rossa chiudono anche i nidi e le “sezioni primavera” (classe riservata ai bambini, tra i 24 e i 36 mesi, che devono passare dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia), i negozi abbassano le serrande e gli spostamenti sono limitati ai soli motivi di lavoro, necessità e salute. E proprio rispetto alle scuole la convinzione ormai diffusa tra molti genitori, e cioè che fino a Pasqua si andrà avanti con la didattica a distanza, non sembra poi così lontana dalla realtà anche secondo il presidente del consiglio regionale Fermi. Ne sapremo di più dal Dpcm atteso per oggi al termine della riunione del consiglio dei ministri presieduto dal premier Mario Draghi.
«Il passaggio da arancione scuro a rosso una volta decretato, è bene ricordarlo, non può essere modificato a livello regionale. I governatori delle singole regioni – dice Alessandro Fermi – infatti, possono solo stabilire ulteriori provvedimenti restrittivi sui rispettivi territori e un esempio è stato “l’arancione rafforzato” che ha portato misure più stringenti rispetto alla fascia arancione. Per noi la zona rossa sarà già un sistema di pesanti limitazioni», dice Fermi, che sottolinea: «Il Dpcm dell’era Draghi sarà molto più severo dei Dpcm dell’era Conte bis».

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