Ferrovia Como-Lecco, Turba e Zoffili attaccano il governo

Legambiente ribadisce l'importanza della elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco

“L’elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco è considerato un progetto troppo localistico. Così il governo Pd-5Stelle ha giustificato il mancato finanziamento dell’opera. Una vergogna, uno scandalo”.
E’ la reazione, decisamente seccata, del sottosegretario regionale Fabrizio Turba (Lega) alla bocciatura di un’opera sulla quale, al netto di polemiche e bandierine politiche, tutta la Lombardia sembrava convergere.
Invece, per ora la linea continuerà a muoversi a gasolio. “È questa la considerazione che a Roma hanno di due tra i capoluoghi più importanti d’Italia soprattutto dal punto di vista turistico – attacca Turba – probabilmente il Governo non conosce Como, Lecco e il lago più famoso al mondo, e noi in Lombardia dovremmo ancora fidarci di chi ha questa considerazione dei nostri territori? Ancora più grave – ha aggiunto Turba – è il fatto che sembra che a Roma non ci sia nemmeno lo studio di fattibilità del progetto, ma solo un conto sommario delle opere, praticamente nulla. Regione Lombardia ha più volte chiesto al Governo di inserire l’opera, considerata strategica, nel piano investimenti di Ferrovie dello Stato, ma questo non è stato mai fatto, così come per nessun altro progetto infrastrutturale del territorio comasco”.

“ll governo ha bocciato il nostro emendamento presentato alla Legge di bilancio per ottenere uno stanziamento di 78 milioni di euro per la realizzazione dell’elettrificazione della linea ferroviaria Como-Cantù-Lecco. – aggiunge il deputato Eugenio Zoffili – Emendamento dichiarato inammissibile perché, secondo la maggioranza di governo, troppo localistico e troppo microsettoriale. Incredibile: definire questa opera infrastrutturale localistica comasca attesa da anni, indispensabile per il rilancio del sistema della mobilità lariana, canturina, erbese e strategica per il rilancio del sistema economico del territorio in un momento di grande crisi, è inaccettabile”.

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