Ferrovie, scontro aperto tra i pendolari
Cronaca, Trasporti e viabilità

Ferrovie, scontro aperto tra i pendolari

Trenord interviene per alleviare i disagi dei pendolari Trenord interviene per alleviare i disagi dei pendolari

Guerra tra pendolari. Come se non bastassero ritardi, disagi e soppressioni, ora sui binari corre anche una certa tensione tra i viaggiatori. Nei giorni scorsi l’Associazione regionale trasporti (che si occupa dei problemi dei pendolari), ha ottenuto delle potenziali modifiche per alcuni treni usati da chi si sposta utilizzando le ferrovie. Ma ciò che potrebbe sembrare una buona notizia ha un risvolto meno positivo. «Ciò che spiace è che Trenord, chiamata in causa, ha risposto alle richieste dei sindaci di Desio, Lissone e Muggiò scesi in campo per i brianzoli che usano quotidianamente la linea S11 (Chiasso-Como-Milano-Rho) e che dall’inizio dell’anno hanno visto peggiorare sensibilmente le condizioni di viaggio – spiega Ettore Maroni, portavoce dei pendolari comaschi – ma hanno discusso di un problema senza rendersi conto che quanto ideato come soluzione avrà ricadute negative su altre linee come le nostre (s40 e s10)». In effetti nel comunicato dell’associazione regionale si legge che «la partenza in orario dei treni da Como della linea S11 (Chiasso – Como – Milano – Rho) è un elemento fondamentale per scongiurare i ritardi a cascata sulla tratta: i treni della linea S11 avranno priorità in partenza dalle stazioni di Chiasso e Como e non dovranno garantire la precedenza ai treni delle linee S10 (Bellinzona – Lugano – Mendrisio – Chiasso – Como – Albate Camerlata) e S40 (Varese – Stabio – Mendrisio – Chiasso – Como – Albate Camerlata)». E in caso di «soppressioni o ritardi superiori ai quindici minuti si prevede, se la circolazione dei treni lo consentirà, di chiedere alle sale operative di fermare i treni diretti e i Tilo alle stazioni di Lissone-Muggiò e Desio per far arrivare i pendolari brianzoli a Milano». Idee che non piacciono a Ettore Maroni. «L’intenzione di Trenord sembra essere quella di dare risposte a chi grida di più senza pensare che così si influisce negativamente su altre tratte. Non mi sembra il modo di risolvere la situazione di disagio. Bisognerebbe invece avere più mezzi e personale per garantire a tutti un servizio adeguato e non fermare i nostri treni in caso di necessità. Mi sembra poi un controsenso dire che per risolvere il problema i convogli devono partire in orario. Bella scoperta. Allora andrò anche io a lamentarmi dal sindaco per ottenere qualcosa. Vedremo se e quando simili cambiamenti entreranno in essere», chiude sempre Ettore Maroni.

3 Aprile 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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