Feste clandestine targate Como. Cinque casi negli ultimi tre anni

Gli episodi recenti
Como sarà pure la provincia tranquilla che molti descrivono. Eppure, le cronache di un territorio apparentemente quieto hanno scritto la parola “rave” almeno cinque volte negli ultimi tre anni.
Il primo episodio risale all’aprile del 2008, quando un gruppo di “ravers” veniva interrotto durante una festa clandestina, nei boschi tra Fecchio e Verzago, vicino a Cantù. Tra i partecipanti, si era infiltrata anche una cronista del “Corriere della Sera”, documentando il tutto con un reportage: «Centinaia di ragazzi con il cappuccio della felpa sopra la nuca ballano a due dita dalle casse e dai diffusori di techno.

Lo faranno per ore senza staccarsi mai», scriveva la giornalista. Per quel rave party, 26 giovani erano finiti a processo con l’accusa di occupazione abusiva di suolo pubblico e manifestazione non autorizzata.
Un anno dopo, nel 2009, alla dogana di Brogeda era stato fermato un pullman pieno di ragazzi emiliani, toscani e lombardi diretti a un rave party in Germania: negli zaini, gli agenti comaschi avevano trovato 73 grammi di hashish, 20 di marijuana e 2 di cocaina.
Stesso anno, mese di dicembre. Un gruppo di giovani organizza un rave – ovviamente illegale – in un capannone dismesso di Turate: fiumi di alcol e musica tecno per oltre 600 ragazzi. I carabinieri, intervenuti all’alba, denunciano 20 persone. Due mesi dopo, a febbraio, gli stessi giovani avevano tentato di organizzare un altro rave, nello stesso posto. Quella volta, però, i militari erano riusciti a fermare la festa clandestina prima ancora che iniziasse, schierando davanti ai cancelli dell’area dismessa quasi 40 agenti. Anche in questo caso, 6 persone denunciate. E sequestri di marijuana, hashish, cocaina, eroina, lsd, ecstasy.
L’ultimo episodio risale al gennaio di quest’anno, quando i finanzieri hanno interrotto un rave party vicino a Drezzo, prima ancora che iniziasse, controllando a tappeto tutte le auto dei partecipanti e segnalando come consumatori di droga 17 persone.

Andrea Bambace

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