Festorazzi: fu il capitano “Neri” a uccidere Mussolini

Giulino di Mezzegra, targa dedicata a Mussolini

Si torna a parlare della  morte di Mussolini sul Lario, e del dibattito che contrappone chi si fida della versione ufficiale e chi  dà credito alle tante  versioni “alternative” che sono state presentate da storici e giornalisti, alimentando un mistero che pare non sia destinato a soluzione, senza prove concrete. Il comasco Roberto Festorazzi riaccende i riflettori pubblicando un libro, Il capitano “Neri” e la morte del Duce. Una tragedia avvolta nel mistero (Il Silicio, pp. 110),  che “basandosi su fonti orali e documenti d’archivio inediti, è in grado ora di svelare il ruolo decisivo (e rimosso) del capitano “Neri”, Luigi Canali, leader dei partigiani lariani, nell’azione di Giulino di Mezzegra  del 28 aprile 1945” come si legge nel risvolto di copertina. “Sono rimasto a lungo convinto del fatto che, a fucilare Benito Mussolini e Claretta Petacci, il 28 aprile 1945, fosse stato il partigiano comunista comasco Michele Moretti – dice Festorazzi nell’introduzione  – L’ho scritto, e l’ho ribadito, in molte occasioni, sia in articoli giornalistici sia nei miei libri. Dopo aver ricevuto, nel 2016, dagli eredi, l’Archivio del capitano “Neri”, Luigi Canali, un vero sancta sanctorum dei misteri di Dongo, ho dovuto cambiare opinione”. Ecco svelato il perché, secondo Festorazzi. “Le carte storiche di questo Fondo, di rilevanza eccezionale, contengono infatti le evidenze empiriche della circostanza che, in realtà, il protagonista di quell’esecuzione, fosse stato proprio il leader della Resistenza lariana, ovvero Canali. Questo rappresenta uno dei casi, nei quali un ricercatore è revisionista verso sé stesso”.

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1 Commento

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    Alberto Molteni , 28 Febbraio 2019 @ 9:55

    Sono curioso di leggere il libro di Festorazzi su una vicenda che mi ha sempre intrigato perché Neri abitava a due passi da casa mia (io però avevo solo due anni e queste cose mi furono raccontate dai miei genitori) e Moretti era un conoscente della famiglia di mia mamma che abitava a Tavernola. Ora Festorazzi apre un nuovo interessante capitolo di discussione intorno a questi misteri.

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