Fiera Milano non parteciperà alla ricapitalizzazione di Villa Erba

La Fondazione manterrà tuttavia le proprie quote e non uscirà dalla compagine sociale
Fondazione Fiera Milano non parteciperà alla ricapitalizzazione di Villa Erba. Rimarrà però tra i soci privati: non venderà, quindi, le proprie azioni, come pure sembrava dovesse fare dopo aver deliberato, nella primavera di quest’anno, l’uscita dal capitale sociale del centro espositivo di Cernobbio.
Si compongono a uno a uno i pezzi del mosaico destinato a essere completato soltanto il 23 novembre prossimo, data in cui è convocata l’assemblea dei soci. Il rilancio di Villa Erba passerà

, come annunciato a luglio, attraverso un aumento di capitale di 3 milioni di euro. A questa iniezione di liquidità dovrebbe seguirne una seconda di 2 milioni, subordinata però all’effettiva ripresa di competitività del polo fieristico lariano.
I soci pubblici di Villa Erba – Camera di Commercio, Comuni di Como e di Cernobbio, Provincia di Como – hanno assicurato la copertura delle rispettive quote (pari, in totale, al 53,2% del capitale azionario). In realtà, le uniche certezze vengono da Camera di Commercio e Comune di Cernobbio, dove le assemblee hanno maggioranze blindate.
Villa Saporiti ha deliberato in giunta, giovedì scorso, lo storno di 504mila euro dall’avanzo di amministrazione ma la decisione finale spetterà al consiglio, dove al sì di Pdl e Lega farà da contraltare il no secco degli Autonomisti.
In un recente documento il gruppo guidato dagli assessori Achille Mojoli e Ivano Polledrotti ha ribadito in modo netto la richiesta di uscire dalle partecipate. Ragione per cui appare scontato un voto contrario alla ricapitalizzazione di Villa Erba.
Il vero problema riguarda però il Comune di Como. Sebbene la giunta di Palazzo Cernezzi abbia votato una delibera di indirizzo favorevole all’aumento di capitale del centro espositivo, ogni previsione sul voto finale del consiglio sarebbe un azzardo. Già in sede di discussione, nell’esecutivo si sono dovuti registrare l’astensione di Enrico Cenetiempo, assessore al Patrimonio e il fortissimo mal di pancia di due esponenti del Pdl, Anna Veronelli e Francesco Scopelliti. In consiglio può invece succedere di tutto, anche ovviamente la bocciatura dello stanziamento dei 424mila euro necessari a coprire l’aumento di capitale in carico a Palazzo Cernezzi. La maggioranza di centrodestra che governa il Comune capoluogo è ormai sfaldata e su una delibera così significativa gli equilibri fragilissimi sui quali si sorregge il sindaco Stefano Bruni potrebbero andare letteralmente in mille pezzi.
Sul fronte privato, ogni eventualità è invece possibile. L’ottimismo del neopresidente di Villa Erba spa, Jean-Marc Droulers, lascia presagire un atteggiamento positivo da parte dei soci (Confindustria Como, Assoalbergatori, Intesa Sanpaolo, Ascontex) con l’unica eccezione, come detto, di Fondazione Fiera Milano.
A fine dicembre scade il contratto di sei anni siglato da Villa Erba con Fiera Milano Congressi (società controllata da Fondazione Fiera) per la gestione degli spazi espositivi.
Dal 2006 l’affitto del ramo d’azienda ha garantito al centro espositivo cernobbiese 750mila euro annui di canone. Il fatturato 2010 di Villa Erba è stato di 2,55 milioni di euro. È facile comprendere come il mancato incasso di un terzo del proprio giro d’affari costituisca un problema.
Il punto è che Villa Erba, per volontà dei soci, ha scelto la strada dell’autonomia, puntando forte sul ruolo del presidente-manager. Droulers ha convinto tutti dicendosi pronto a investire i suoi soldi nel capitale azionario, cosa che farà nel momento in cui Fondazione Fiera comunicherà di non voler partecipare all’aumento di capitale.
«La presenza di Droulers ci ha permesso di non interrompere i rapporti con Milano – dice ora Simona Saladini, sindaco di Cernobbio – In primavera ero stata io stessa a parlare con il vertice di Fondazione Fiera nel tentativo di scongiurare la loro uscita da Villa Erba. Avevano già deliberato in tal senso, erano pronti ad andarsene. Oggi, invece, restano, anche se con quote minori. La collaborazione potrà continuare e questo è un dato positivo».
La maggiore preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità di restare nell’orbita di Expo 2015, il mega-evento gestito sul piano della congressistica proprio da Fondazione Fiera, società – è bene ricordarlo – controllata dalla Regione e dal governatore lombardo Roberto Formigoni.

Dario Campione

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